TAV e guerra viaggiano sugli stessi binari (con l’aiuto di Leonardo)
Pubblichiamo questo volantino dell’Assemblea di solidarietà alla resistenza palestinese di Trento, diffuso durante il corteo contro il progetto di circonvallazione Tav che si è tenuto in città lo scorso sabato 13 giugno. Ci sembra il caso di integrare un aspetto, che nel testo è stato appena sfiorato per motivi di spazio. Se è solo nel 2016 (e non già nel 2014) che cominciano a essere varati i Piani di mobilità militare dell’Unione Europea, c’è una ragione precisa: il loro legame con la costruzione di un esercito comune europeo. Mentre questa vecchia idea ha visto atteggiamenti diversi da parte delle varie amministrazioni USA (ostile da parte di Bush II, apparentemente favorevole da parte di Obama e Biden, ambivalente, come al suo solito, da parte di Trump), divise tra chi percepisce il militarismo in proprio del Vecchio continente come un potenziale concorrente imperialistico (e con la Francia a pretenderne la guida) e chi invece lo pensa come un prolungamento più solido dell’imperialismo a stelle e strisce, questo progetto ha sempre trovato l’opposizione del Regno Unito, preoccupato dal possibile “risveglio” (peraltro, in questo momento, realmente in corso) del suo storico rivale tedesco. È quindi solo con la Brexit, avvenuta appunto nel 2016, che queste pulsioni hanno potuto ridestarsi.
Al di là delle questioni “geopolitiche”, per le quali rimandiamo alla piccola sitografia in fondo al volantino, una cosa ci sembra chiara: il militarismo europeo è una realtà con cui dovremo sempre più fare i conti. Se non possiamo ovviamente sapere se si arriverà davvero a uno scontro diretto con la Russia, non considerare seriamente questa possibilità ci sembra solo irresponsabile, mentre questa minaccia è già il motore che permette l’economia di guerra e lo sviluppo del complesso scientifico-militare-industriale, di per sé foriero di controllo tecnologico e distruzione del vivente. Abbiamo poi un’altra certezza: una volta prodotte le armi, arruolati i soldati, coscritti i lavoratori, questi andranno in ogni caso usati. Se in Europa orientale, Asia occidentale o Africa, lo diranno le circostanze future. A noi il compito di osservare per tempo i movimenti del nemico: per denunciarli e intralciarli da subito, e per farci trovare sulla sua strada al momento giusto.
Qui in pdf: tav e guerra con introduzione
Qui il volantino: tav e guerra volantino 13.06.25
TAV E GUERRA VIAGGIANO SUGLI STESSI BINARI
(con l’assistenza di Leonardo SpA)
«[Dobbiamo] assumerci la responsabilità di proteggere i nostri interessi e il modo di vivere europeo. L’Europa non può più permettersi di fare affidamento sulla potenza militare degli altri o di consentire che il suo onore in Mali sia difeso solo dalla Francia.»
Jean-Claude Juncker, allora presidente della Commissione Europea, 2016
Che il TAV abbia anche una marcata finalità militare – trasporto di truppe, armamenti e materiali nucleari – è stato un sospetto che ha accompagnato la lotta No TAV fin dai suoi inizi. Un sospetto che negli ultimi dieci anni è diventato certezza, dato che i vari Piani d’azione per la mobilità militare dell’Unione Europea esplicitano questa funzione, con aperto riferimento agli eventi del 2014 in Ucraina (il “cambio di regime” di EuroMaidan, il movimento autonomista nel Donbas, l’aggregazione della Crimea alla Russia). Se una ferrovia adeguatamente potenziata è infatti il mezzo più idoneo a trasportare armamenti sempre più pesanti, il TAV è anche l’ariete che permette di sfondare tutti gli ostacoli – materiali e giuridici – al movimento rapido delle truppe. Non è casuale che a questi documenti – e relativi “pacchetti” finanziari – sia seguita (nel 2020 e nel 2021) l’esercitazione militare Defender Europe, la più massiccia condotta sul continente dalla Seconda guerra mondiale (circa 30.000 soldati provenienti da 26 Stati, dispiegati in una dozzina di Paesi dell’Europa centro-orientale). Non solo una deliberata provocazione anti-Russa, ma anche un’operazione dichiaratamente mirata ad adeguare il territorio al passaggio di truppe corazzate, a partire… dall’allargamento delle gallerie.
L’obiettivo degli Eu Military Plan è potenziare al massimo il ruolo delle ferrovie ad alta velocità all’interno dei cosiddetti «corridoi Ten-T» (le vie di comunicazione “intermodali” individuate dall’Unione Europea). Il perché ce lo dice il Center for European Analysis (CEPA), un think tank della NATO: «la capacità [dell’UE] di agire efficacemente richiederà anche il rapido movimento di forze in Europa prima del loro dispiegamento nelle regioni di crisi adiacenti ai confini del blocco e oltre». Per questo sono necessarie «infrastrutture prioritarie a doppio uso (civile e militare) che potrebbero essere co-finanziate dalla Commissione europea». Infatti, «durante il dispiegamento di forze per le operazioni di risposta alle crisi, le restrizioni di peso sulle strade tenderanno a favorire l’uso della ferrovia o delle vie fluviali/barche. Questo perché la combinazione di camion, rimorchio e carro armato pesante potrebbe in futuro superare le 120 tonnellate». Si tratta di un investimento finanziario considerevole, che come al solito aumenta con il passare del tempo: l’ultimo Piano di mobilità militare del 2025 prevede un investimento da 17 miliardi di euro, dieci volte in più del precedente, mentre solo per l’Italia l’UE ha già stanziato 42 milioni per i progetti di adeguamento delle stazioni di Pontedera e Tombolo (Pisa), Palmanova (Udine), Genova-Sampierdarena e La Spezia Marittima.
In questa lucrosa partita non poteva mancare il colosso italiano degli armamenti: Leonardo. Che nel 2024 ha stipulato un accordo con Rete Ferroviaria Italiana per la militarizzazione digitale delle ferrovie. L’accordo prevede che, «in situazioni ordinarie e straordinarie», le «infrastrutture dual use» (le ferrovie) potranno «assicurare la movimentazione di risorse militari, all’interno e all’esterno dell’Europa» anche «con breve preavviso e su larga scala». Dal canto suo, Leonardo mette a disposizione «tecniche avanzate di A.I.» e uno dei «super computer più potenti del settore aerospazio, difesa e sicurezza» (https://www.rfi.it/it/news-e-media/comunicati-stampa-e-news/2024/4/15/leonardo-e-rete-ferroviaria-italiana-sottoscrivono-un-accordo-su.html). Nel frattempo, con il pacchetto legislativo Defence Readiness Omnibus, la Commissione Europea legalizza il lavoro in deroga, arruolando di fatto i ferrovieri che, per qualsiasi esigenza di “sicurezza” e “difesa”, potrebbero essere costretti a lavorare in condizioni e orari straordinari, non previsti dai contratti collettivi.
La guerra ha un peso. Per reggerlo servono binari più robusti, ma anche popolazioni sufficientemente resilienti da farsi portare al macello – a cominciare da quello del proprio territorio, della spesa sociale, delle proprie condizioni di vita e di lavoro.
Mentre l’UE, minacciata di “abbandono” da Trump, accarezza più che mai l’idea di costruire un proprio esercito per un imperialismo in proprio. Mentre il massacro in Ucraina continua, dopo almeno due milioni di morti da entrambe le parti. Mentre Zelensky e la sua banda colpiscono il territorio russo sempre più in profondità, provocando stragi di civili con droni costruiti insieme alle industrie europee, missili da crociera forniti dai “nostri” governi (e pilotati da ufficiali NATO…), e con il plauso delle “nostre” televisioni. Mentre le “nostre” élite cercano con ogni mezzo lo scontro diretto con la Russia. Mentre le guerre aggravano la crisi economica, e la crisi economica viene tamponata con il riarmo. Mentre il “nostro” imperialismo continua a massacrare in Palestina, Medio Oriente, Africa… la guerra è già qui, contro di noi. Se “a casa nostra” non si è ancora materializzata nelle trincee, è già arrivata sotto forma di cantieri devastanti e avvelenamento dei territori, treni carichi di blindati e materiale radioattivo, valanghe di prebende da intascare (per i soliti noti) e debito pubblico da ripagare (per tutti gli altri). A noi saperla riconoscere e combattere prima che ci piombi addosso, sempre più veloce.
Trento, 13 giugno 2026
Assemblea di solidarietà con la resistenza palestinese
Per approfondire:
Assemblea No Tav Torino e Cintura, Il TAV all’interno dei corridoi militari europei
https://www.notavtorino.org/documenti-24/opuscolo-tav-militare-marzo-2022.pdf
Antonio Mazzeo, Trasportare la guerra. Mobilità militare 2.0 e rete TEN-T
https://umanitanova.org/trasportare-la-guerra-mobilita-militare-2-0-e-rete-ten-t/
Bollettino dei Ferrovieri contro la guerra (CUB Rail),
n°7 https://ilrovescio.info/2026/03/11/ferrovieri-contro-la-guerra-bollettino-n-7/
e n°8 https://ilrovescio.info/2026/04/21/bollettino-dei-ferrovieri-contro-la-guerra-n8-aprile-2026/
