Trento, lunedì 13 luglio: Contro guerra, genocidio e divieti, circondiamo il Rettorato!
Riceviamo e diffondiamo:
Qui in pdf: comunicato rettorato
Contro guerre, genocidio e divieti
CIRCONDIAMO IL RETTORATO
Da alcune settimane a questa parte, come Assemblea di solidarietà alla resistenza palestinese, abbiamo ripreso l’attività di pressione contro l’Università di Trento, che – in omaggio alle lotte dei neri sudafricani contro l’apartheid – chiamiamo «campagna di sfida». Il nostro obiettivo è spingere Uni-Tn a rompere ogni collaborazione con le università israeliane, le aziende che collaborano al genocidio dei palestinesi e più in generale l’industria bellica. Abbiamo deciso di concentrarci in particolare contro il Rettorato di via Calepina, sotto il quale, tutti gli scorsi lunedì dalle 18, abbiamo tenuto dei rumorosi cacerolazo (battiture di pentole) alternati a interventi contro le collaborazioni, il genocidio e la guerra.
La cosa deve avere almeno un po’ infastidito l’Ateneo e il rettore Deflorian, non nuovo peraltro alle reazioni scomposte (memorabile quando, l’anno scorso, negò su un giornale locale ogni collaborazione con la guerra e il genocidio, per essere sonoramente smentito nel giro di pochi giorni da una lettera aperta di un gruppo di ricercatori). La Questura, infatti, ci ha notificato negli scorsi giorni che la protesta potrà tenersi ovunque tranne sotto il Rettorato, perché disturberebbe «il regolare svogimento delle attività amministrative» e «potrebbe evolvere verso episodi di ulteriore intemperanza verso il Rettore», già apostrofato mentre usciva dagli uffici («si vergogni!», «complice del genocidio») e addirittura costretto a interrompere una telefonata (!).
Se in fondo ci fa piacere che le nostre modeste attività abbiano dato almeno un po’ di fastidio, non possiamo ignorare lo sfondo su cui si colloca questa prova tecnica di silenziamento e repressione. Mentre al vertice di Ankara la NATO prepara riarmo e guerre per decenni; mentre viene varato un pacchetto “sicurezza” dietro l’altro; mentre Trump e i suoi preparano un vertice internazionale contro gli «Antifa» e «l’estremismo di sinistra», il messaggio non potrebbe essere più chiaro: in una società in guerra, disturbare il manovratore è vietato. Dopo non aver mai interrotto le proprie collaborazioni con la guerra e il genocidio, la «comunità accademica» trentina che Deflorian rappresenta e dice di avere dietro di sé, si fa coerentemente complice di ciò che la guerra porta sempre con sé: controllo e repressione.
Facciamo appello a chi non vuole accettare tutto ciò a scendere in piazza con noi. Ne va delle lotte, della libertà, delle vite di tutti e tutte.
Palestina libera!
TRENTO, LUNEDÌ 13 LUGLIO
DOPPIO PRESIDIO
in via Garibaldi (Piazza d’Arogno) e via Roccabruna
Ritrovo ore 17.30 in via Garibaldi
Portare pentole, fischietti, trombe da stadio e tutto quel che serve per far rumore
Microfono aperto
Assemblea di solidarietà con la resistenza palestinese
