Per gli arrestati del 16 giugno. Messaggi, iniziative solidali e conto corrente a sostegno di compagni e compagne [aggiornato: conto di solidarietà corretto]
Da oggi, 24 giugno, raccogliamo in questa pagina i vari contributi e aggiornamenti che ci stanno pervenendo in solidarietà alle compagne e ai compagni arrestati il 16 giugno 2026.
A questa pagina gli indirizzi aggiornati dei compagni in carcere:
[Aggiornamento, 11 luglio 2026:] A seguito di decisione del Tribunale del Riesame di Roma, i sette compagni e compagne destinatari delle misure cautelari nella relativa inchiesta sono stati scarcerati. Restano tuttavia in carcere Toni e Pietro. Per questo motivo, e anche perché resta importante contribuire alle spese legali e di sostegno a imprigionati e inquisite, lasciamo ancora visibile questa pagina, con il relativo conto corrente solidale.
[24.06.2026]
SULL’INDAGINE E RELATIVI ARRESTI DEL 16 GIUGNO.
Solidarietà dalla Romagna
…e sono tante, troppe, le mattine così, per tanti, troppi, individui che vengono gettati nel tritacarne del macabro e viscido teatro che lor signori chiamano Giustizia.
Un’ennesima mattina di sveglia con le guardie alla porta, con le loro pettorine da fiction TV, con le pistole alla cintola, i guantini, il puzzo di dopobarba e le facce di chi sta facendo bene il proprio sordido mestiere: applicare la legge.
Non sempre finisce con gli arresti, stavolta sì, e con uno spazio storico sgomberato, spazio che per tantx di noi era casa, per altrx punto di riferimento, scoglio anomalo nel mare di cemento e aperitivi della capitale: il Benci odia ancora!
I fatti, per ora, per quello che ci è dato sapere (visto che le indagini sono tutt’ora in corso) sono più o meno già ampiamente circolati sia in ambienti di movimento, sia nel web-mondo, perciò ci siamo chiestx cosa potevamo dire che ne valesse davvero la pena, in un momento del genere, un momento in cui nove sorelle e fratelli sono tra le grinfie dello stato, al caldo di queste sbarre infami?! (e se ci siamo attardatx tanto per esprimerci pubblicamente, sappiamo che capirete: sono state ore febbrili, di mille cose da pensare e da fare!)
Se le parole hanno un senso in momenti come questo – secondo noi – è di cercare di accostarsi alla pancia e al cuore, cercare di tradurre il magma di sensazioni che proviamo e che tutte non possono esprimersi a gesti: rabbia, rabbia, rabbia, fatica, stanchezza, amaro, impotenza, incredulità, ancora rabbia.
Ma, dall’altro lato della barricata interiore dei nostri spiriti inquieti, anche contentezza nel vedere la forza che riusciamo ad esprimere nella solidarietà e la tenacia e la voglia di resistere un secondo in più degli oppressori che mirano a rubarci/intristirici la vita e l’orgoglio di avere compagnx così fortx e dolci allo stesso tempo, così splendidamente imperfettx e incamminatx, a testa alta, verso il nostro sogno comune: la libertà.
Questa è la parte migliore di noi e quando riusciamo a farla emergere, già tocchiamo con mano un po’ del mondo che vorremmo, e la repressione – ragion di Stato assassina e vigliacca – ha se non altro questo merito, che ci spinge a tirarla fuori.
Dopo la convalida degli arresti di Toni e Pietro, dopo che anche a Giulia e Luna sono state applicate le misure cautelari (domiciliari con braccialetto elettronico) mentre aspettiamo di sapere dove spediranno tuttx lx nostrx compagnx, che dalle carceri attuali saranno trasferitx nelle sezioni di Alta Sicurezza, come compagnx della Cassa Antirepressione Capitano ACAB vogliamo mandare i nostri abbracci di cuore a tuttx lx arrestatx, perquisitx, inquisitx per questa ennesima operazione del 16 giugno e ci impegniamo a seguire tuttx lx compagnx prigionierx a partire dal nostro compagno, amico, fratello, Pietro, arrestato (come Toni) in ossequio alla logica che vuole che dopo che ste carogne promulgano una nuova legge, qualcunx debba cadervi preda (parliamo qui del 270quinques terzo) per far sorridere di soddisfazione gli aguzzini in giacca e cravatta. Ci pare interessante e importante far cirocolare il nome degli opuscoli che sono valsi la galera per Pietro, visto che hanno giustificato il suo arresto, si chiamano “Taglio e Cucito”, “L’informatore anarchico” e “Stop that train”.
In queste ore roventi (in tutti i sensi!!) ci stiamo dicendo di procedere per passaggi: al momento, in attesa del Riesame che ci auguriamo dissolva o per lo meno ridimensioni il fumoso/fuffoso impianto accusatorio, è seguire lx compagnx nei trasferimenti; è stare vicino agli affetti dellx arrestatx e inquisitx; raccimolare soldi per le molte spese che verranno; farci forza l’un l’altrx, coltivando un sano odio sempre col sorriso, che non ci consumi dentro ma che sappia esondare in faccia ai nostri nemici.
Come sempre diciamo e scriviamo, la miglior solidarietà è proseguir nelle lotte dex compagnx colpitx dalla repressione, e questo vogliamo tenerlo a mente.
Non si tratta di mitizzazione, di martirio per l’ideale, di eroismo o cose del genere, ma di una precisa scelta di campo che lx nostrx compagnx, e noi con loro, abbiamo fatto, da tempo: scegliere il lato scomodo del mondo, per trovare un punto d’appoggio dove far leva, e mandare questo putrido sistema sociale ed economico gambe all’aria.
Scegliere il sogno, l’amore, il conflitto, la solidarietà, l’immischiarsi, il fare la propria parte.
Scegliere, ogni giorno, di non voler essere complici dell’abominio capitalista-statale-patriarcale, ma sabotatorx della normalità, con il fiato sempre corto e il cuore che va a mille. Scegliere di essere vivx, per l’anarchia.
Micol, Ste, Nico, Pietro, Toni, Luna, Giu, Arnau, Bibbi liberx!
Tuttx Liberx!
Con Sara e Sandro nel cuore.
Cassa Antirepressione Capitano ACAB. 22 giugno 2026
capitanoacab@insiberia.net
Errata corrige [07.07.2026]: sostituiamo il conto precedentemente diffuso per le spese legali e il sostegno a compagni arrestati e inquisite con quello indicato qua sotto. Si faccia riferimento solo a questo:
Giovanna di Romano IT67E3608105138259570159586
Numero Carta PostePay 5333174809836489
IBAN: IT67E3608105138259570159586
[24.06.2026]
Messaggio e manifesto dalla Germania:
In seguito all’ennesima operazione repressiva in Italia, abbiamo fatto questo manifesto in solidarietà a coloro che sono stat* colpit* dalla repressione. Il testo riprende una famosa canzone (“Macht kaputt, was euch kaputt macht!” “Distruggete ciò che vi distrugge!”) dei Ton Steine Scherben, gruppo rock tedesco degli anni ’70, ’80, perché crediamo che questo slogan continui a rappresentare un’indicazione preziosa.
Anarchic* dal Nord
Traduzione:
Il 16 giugno 2026 le autorità italiane hanno effettuato perquisizioni e arresti contro anarchic* in diverse località. A Roma è stato inoltre sgomberato il centro anarchico occupato Bencivenga. Sette rivoluzionar* sono in carcere, mentre ad altr* sono state imposte misure restrittive. Il potere li accusa di azioni di sabotaggio anticapitaliste e antimilitariste, tra cui quelle contro i Giochi Olimpici Invernali all’inizio di quest’anno.
Al fianco dei combattenti che non aspettano nulla!
Libertà e solidarietà per Nico, Bibi, Micol, Arnau, Stefano, Giulia, Luna, Pietro, Tony, Martina e Marifra.
Sandro, Sara e Kyriakos nei nostri cuori!
I treni sfrecciano, i dollari scorrono, le macchine funzionano
le persone creano, le fabbriche costruiscono,
costruiscono macchine, costruiscono motori, costruiscono cannoni.
Per chi?
Le bombe volano, i carri armati avanzano,
i poliziotti picchiano, i soldati cadono,
proteggono i capi, proteggono le azioni,
proteggono la legge, proteggono lo Stato.
Da noi!
Distruggete ciò che vi distrugge
Traduzione del fumetto:
In questo mondo alienato, sia per i ricchi che per i dannati le pareti dei loro vagoni rappresentano l’unico orizzonte.
[24.06.2026]
Qui contributi e iniziative già pubblicati:
https://ilrovescio.info/2026/06/16/in-tempi-di-guerra-sulla-retata-anti-anarchica-del-16-giugno/
[27.06.2026]
Riceviamo e diffondiamo:
Comunicato de “La Lima” (Roma)
Come Cassa di solidarietà La Lima, esprimiamo la nostra incondizionata
vicinanza agli anarchici e alle anarchiche arrestate il 16 giugno.
Cinque persone in carcere con l’accusa del reato associativo con
aggravante di terrorismo, due ai domiciliari, due arrestati in seguito
alla perquisizione accusat* di “terrorismo della parola” (reato
introdotto dall’ultimo decreto sicurezza), decine di perquisizioni in
tutta Italia e lo sgombero di uno spazio occupato da 25 anni, non devono
passare sotto silenzio.
Il fatto che arresti e repressione in questi anni non sembrano avere
battute d’arresto, non ci può far considerare questa come “la solita
operazione contro gli anarchici” né come “l’ennesimo inevitabile
sgombero di uno spazio occupato”.
C’è chi si è direttamente visto strappare la libertà, c’è chi ha visto
la polizia invadere i propri spazi, portare via i propri affetti e poi
essere buttato fuori casa.
Ma ci sono anche tutti e tutte coloro che, seppure non direttamente
coinvolt* il 16 giugno, in un modo o nell’altro ne subiranno le
conseguenze.
Ci riferiamo a chiunque sia sces* in strada a fianco di Alfredo Cospito,
a chiunque abbia animato la solidarietà alla resistenza palestinese e
contro le guerre imperialiste, a chiunque ribolle di rabbia per i
compagni e le compagne rinchiuse nelle carceri. Ma, in fondo, anche a
coloro per cui l’esperienza della resistenza partigiana rappresenta una
pagina importante della storia di questo Paese. E sappiamo che queste
sono solo alcune delle circostanze nelle quali chiunque si potrebbe
essere trovat* fisicamente a fianco, o moralmente vicino alle persone
arrestate.
Ogni compagno e compagna nelle mani dello Stato, ogni spazio perso
lascia oggi un vuoto sempre più difficile da colmare. Ogni occasione che
lo Stato ha di applicare e sperimentare i nuovi codici repressivi,
rappresenta la chiusura dell’ennesimo margine di libertà, senza il quale
opporsi allo stato di cose presenti sarà più duro.
Non sappiamo se alla fine di questa operazione repressiva i giudici
dichiareranno colpevoli o innocenti l* indagat*. Certo è che, se ci
dovessimo basare sugli ultimi 20 anni di inchieste contro l* anarchic* o
l* sovversiv* in generale, di “colpevoli” le procure ne hanno trovati
veramente pochi. In compenso in questi ultimi vent’anni per decenni,
grazie alle misure preventive, le galere hanno costretto tra le proprie
mura centinaia di combattenti.
Questo non toglie che consideriamo giusto e legittimo ciò di cui sono
accusat*, ovvero il ritrovarsi fianco a fianco nel lottare contro questo
Sistema e l’aver interrotto per qualche ora il traffico della linea ad
alta velocità, per ricordare quanto le olimpiadi invernali di Cortina
rappresentino uno scempio e il trasporto su ferro un’infrastruttura
utile alla logistica di guerra. Anche queste sono scelte a disposizione
di chi ha a cuore la trasformazione sociale.
Crediamo sia molto importante supportare le anarchiche e gli anarchici
colpiti. Crediamo sia importante rompere l’isolamento, l’indifferenza e
la paura che la repressione vorrebbe indurre.
Per la libertà, per la solidarietà, per il ribaltamento di questo
sistema.
Invitiamo tutti e tutte a supportare economicamente, politicamente e
moralmente l* arrestat* e ad esprimere vicinanza a chi è stato colpit*
da questa operazione
Libertà per Bibi, Arnau, Micol, Nico, Stefano, Toni, Pietro, Luna,
Giulia.
Libertà per tutte e tutti
Cassa di solidarietà La Lima
[27.06.2026]
Pietro trasferito nel carcere di Terni: https://ilrovescio.info/2026/06/27/operazione-repressiva-del-16-giugno-pietro-trasferito-nel-carcere-di-terni/
[27.06.2026]
Riceviamo e diffondiamo:
Qui in pdf: Miao
Nella distopica realtà in cui viviamo il potere di corrompere le parole è un veleno talmente efficace da riuscire a confondere i crimini degli oppressori con il riscatto di chi è oppressx, costruendo una narrativa che legittima la repressione e condanna ogni modello di dissenso, qualunque forma esso possa assumere, schiacciandolo con uguale o più spesso maggiore violenza.
Ma questo non è un romanzo di Orwell, è l’ incubo lucido di una realtà capitalista che normalizza, adotta ed esalta guerra e fascismo come strumenti di propaganda per assemblare un mondo elitario nel quale è concesso esistere solo a chi si omologa.
Ed è così che governi genocidi, che da decenni massacrano civili, vengono chiamati “paesi democratici aventi diritto all’autodifesa”.
I pericolosi terroristi da cancellare diventano i popoli che sotto le bombe cercano di resistere e di appellarsi inutilmente a nazioni unite che unite sono soltanto nella complicità del loro stesso massacro.
Ed è così che fare leggi che annientano il dissenso soffocandolo con decreti legislativi forgiati da maggioranze nostalgiche e firmati dalle massime cariche della repubblica democratica diventa “atto di democrazia volto alla sicurezza nazionale” e giustifica la repressione degli sbirri nelle piazze, negli sfratti delle case e degli spazi sociali.
Eversione dell’ordine democratico diventa invece lottare contro questi meccanismi repressivi, combattendo il regime fascista di polizia che sempre di più si sta radicando, lasciato serpeggiare indisturbato dall’omertà complice di chi sceglie di voltarsi dall’altra parte.
E’ così che realizzare delle olimpiadi invernali come quelle di Milano-Cortina si chiama “turismo, denaro e orgoglio nazionale” e non speculazione edilizia usa e getta ai danni di realtà sociali che hanno visto la disintegrazione di interi quartieri popolari, la devastazione di ettari di boschi di larici per fare spazio a piste da sci deturpando le montagne in maniera irreversibile e la presenza delle squadracce anti-immigratx dell’ICE tristemente note per omicidi, rastrellamenti, abusi e violenze perpetrate contro chi internamente si oppone agli Stati Uniti.
Tutti questi effetti del processo capitalista e imperialista non sono secondari e involontari ma i suoi nuclei più originali.
Le linee ferroviarie trasportano mezzi bellici per la Leonardo e per la NATO, bucano montagne, devastano territori e portano alle olimpiadi quel turismo omertoso e complice che sceglie di voltarsi dall’altra parte. Sabotarle, perciò, non può chiamarsi “associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico” ma lotta rivoluzionaria contro ogni stato, esercito e fascismo.
L’ azione diretta diventa un mezzo necessario per attaccare l’ oppressore, muovendo guerra contro la guerra e coltivando la rabbia verso un sistema da sovvertire.
Al fianco di Micol, Bibi, Nico, Arnau, Ste, Giu, Luna, Marti, Marifra, Toni, Pietro e tuttx lx altrx indagatx
Solidarietà allo spazio Bencivenga
Guerra agli oppressori
Compagnx da Brescia
[28.06.2026]
Riceviamo e diffondiamo:
Da Sandokan – individualitá che li pensa tutti i giorni ad Orvieto
Qui in pdf: E se domani
[1° luglio 2026]
Lo scorso 16 giugno l’apparato repressivo statale ha messo in campo l’ennesima operazione anti-anarchica, diretta dalla procura di Roma, effettuando a livello nazionale una serie di perquisizioni, arresti ed infine lo sgombero del Bencivenga, storica occupazione di movimento attiva a Roma dal 2001.
Le accuse ufficiali per giustificare un simile sforzo poliziesco vertono principalmente su sabotaggi alla rete ferroviaria avvenuti in occasione delle recenti olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, nonché sulla costituzione di fantomatiche associazioni finalizzate “al terrorismo e all’eversione dell’ordine democratico” o sul cosiddetto autoaddestramento per i medesimi scopi, applicando alla lettera anche alcune novità in ambito legislativo (come l’art. 270 quinquies 3, il cosiddetto “terrorismo della parola”) realizzate ad hoc per imbavagliare il dissenso, in un’epoca sempre più votata alla soppressione di ogni forma di insubordinazione, che si tratti delle mobilitazioni per Alfredo Cospito prigioniero in 41bis o di quelle contro il genocidio della popolazione palestinese, degli scioperi nella logistica o dei blocchi nelle stazioni e nei porti contro il traffico di armi.
Nove in tutto le persone inquisite e sottoposte alla consueta gogna mediatica, due delle quali attualmente ai domiciliari, le restanti in carcere, progressivamente in trasferimento presso circuiti di Alta Sicurezza dislocati in lungo e in largo per tutta la penisola. Tra queste, il nostro amico e compagno Pietro recluso a Terni.
Da anarchichx, non ci stupiamo del goffo tentativo dello Stato nel creare espedienti per togliere di mezzo tutte quelle individualità che in qualche modo abbiano deciso di mettersi in gioco in prima persona per combattere contro questo presente di cemento, alienazione tecnologica, confini e gabbie.
L’unico interesse di chi reprime è bloccare e mettere a tacere chi non è dispostx ad abbassare la testa di fronte alla barbarie del sistema di oppressione capitalista, che ci vorrebbe inermi ed indifferenti di fronte ad un futuro di guerre, riarmo, sfruttamento, devastazione dei territori e controllo sociale. Quello che però ci dà forza in questi giorni bui, è una ferma consapevolezza: chi lotta non è mai solx. La nostra passione per la libertà supera ogni sbarra, ogni muro, ogni frontiera.
La solidarietà è la nostra arma, e non smetteremo mai di essere complici e affini alle persone che oggi stanno pagando sulla propria pelle il duro colpo della repressione. Mandiamo un grande abbraccio solidale a tuttx loro, aspettando il giorno in cui potremo brindare assieme sulle ceneri di ogni autorità.
Micol, Stefano, Nico, Pietro, Toni, Luna, Giulia, Arnau, Bibi liberx! Tuttx Liberx!
Compagnx dello spazio libertario “Sole e Baleno”, Cesena


