“Né con Washington, né con la Repubblica islamica, né con la corona!” Comunicato del Fronte Anarchico in Iran e Afghanistan
Ringraziando chi l’ha fatta e inviata, diffondiamo la traduzione di un comunicato cristallino di compagni iraniani e afghani. Al di là di quello che “ci auguriamo” sulle sorti della guerra (la completa disfatta di Washington e Tel Aviv), non abbiamo dubbi su dove “posizionarci”: dalla parte degli sfruttati e oppressi che vogliono semplicemente vivere le proprie vite, contro tutte le trame, gli interessi, le guerre dei potenti. Proprio come fanno questi compagni.
Per saperne di più sul Fronte Anarchico: https://anarchistfront.noblogs.org/
Comunicato dal fronte anarchico in Iran e Afganistan
Contro tutti gli Stati, contro tutte le guerre
Da più di un mese, le bombe statunitensi e israeliane stanno cadendo sopra l’Iran.
I civili muoiono, centinaia di loro erano bambine/i.
Più di un milione di persone sono state sfollate. Internet è bloccato dal 28 febbraio. La guerra ormai si è estesa in tutta la regione.
Vogliamo dire qualcosa che i mezzi di comunicazione silenziano.
Non siamo in lutto per la repubblica islamica. Abbiamo lottato contro di essa da tutta la vita. Ha torturato i nostri compagni e compagne. Ha imprigionato le nostre sorelle. Ha massacrato la nostra gente per quarantasette anni.
Ma le bombe imperialiste non sono la nostra liberazione.
Lo stesso Trump l’ha detto. Non sta lottando per la democrazia. Non sta lottando per le donne iraniane. Lotta per gli interessi strategici statunitensi, per distruggere lo schieramento militare e controllare la regione. Washington non bombarda per la libertà. Basterebbe chiederlo alla gente in Iraq. O la gente in Afghanistan.
Mentre le bombe fuori cadono, la repubblica islamica crea una guerra interna. Chi manifesta viene giustiziato.
I prigionieri politici son detenuti senza accesso al cibo. I nostri compagni e compagne vengono fatte sparire.
La gente in Iran si trova intrappolata tra due forme di violenza. Una porta il turbante. L’altra, giacca e cravatta.
A coloro che durante la diaspora sventolano la bandiera dello Shah, vogliamo dire con tutta chiarezza: non siamo sopravvissuti durante questi 47 anni di dittatura per consegnare la nostra terra al figlio dell’altro dittatore. La corona e il turbante sono due facce della stessa medaglia. E rifiutiamo questa medaglia.
Quello che vogliamo è semplice. Vogliamo una società dal basso. Senza re. Senza mullah, senza scià. Vogliamo l’organizzazione del lavoro nelle mani di chi davvero ci lavora. Comunità autorganizzate e autogestite. Tutte le persone libere di decidere del proprio futuro.
Spalla a spalla con la gente in Iran. Non con Washington, non con la repubblica islamica. Non con la corona.
Con i popoli.
Con la gente.
Contro la guerra imperialista! No ai mullah! No allo scià!
