La sagra del nazifascismo
Riceviamo e diffondiamo:
LA SAGRA DEL NAZIFASCISMO
Ancora sul convegno di Forza Nuova del 25 aprile a Predappio
Alla fine dobbiamo ammettere che ci siamo un po’ cascatx anche noi, abbagliatx dalla bile e dai crampi allo stomaco che ti vengono ogni volta che si parla di Predappio e delle sempre più inquietanti manifestazioni fasciste che li si tengono puntualmente, non abbiamo carpito fin da subito il carattere essenzialmente propagandistico di tutta la faccenda.
Perché alla luce del fatto che il luogo scelto per la conferenza (l’ex fabbrica Caproni, che è un rudere con tutti gli ingressi murati) era chiaramente fasullo, e che di conseguenza i nazi si sono spostati al circolo ACLI di Rocca delle Caminate * dove sembrano ormai di casa (è un camerata predappiese che fa le prenotazioni) questa della conferenza del 25 aprile ci pare, a tutti gli effetti, una sparata mediatica per attirare attenzione da parte di chi vede la sua base di iscritti in forte decrescita, Forza Nuova appunto (a favore della Rete dei Patrioti, Casa Pound, addirittura Futuro Nazionale o formazioni simili).
Diciamo questo non per sminuire l’accaduto, ma per ridimensionare il carattere emergenziale che tutto il web mondo ha impresso alla cosa, o meglio, per ribadire, lucidamente, che la “questione Predappio” è un’emergenza, ma costante, radicata nel tempo e prolungata, non certo episodica, non certo nuova.
Non che non sia grave organizzare un convegno con esponenti neonazi internazionali sulla “fine dell’antifascismo” proprio il 25 aprile: è certo che è stata una provocazione ed è anche certo che è stato un “saggiare il terreno” per vedere quanto in là ci si può spingere, ma è altrettanto certo che l’effetto più ricercato da tutta questa storia, da parte di Fiore, effetto aihnoi riuscito ci pare, sia stata la pubblicità per la sua facciona di merda e il suo partito.
Infatti per chi conosce il terriotorio, lo sa fin troppo bene che da anni il 25 aprile non è la “festa della liberazione” da queste parti, ma uno dei due appuntamenti annuali in cui il paese e la bassa valle del Rabbi si riempiono di merda nazi-fascista che scorrazza nei negozietti di “souvenir” (che faccia tosta chi li ha battezzati tali!).
È stato coì l’anno scorso e quello prima ancora e ancora…
Se la locale sezione ANPI almeno un tempo organizzava il pranzo del 25 apirle, assediati comunque nella ex casa del popolo (ora sostanzialmente abbandonata, eccezion fatta per una bruschetteria che fa soldoni con…i fascisti! Poveri comunisti che l’hanno costruita con sudore e ideali!) adesso manco quello!
Ogni aprile ed ogni ottobre Predappio si riempie di camerati e camerate e purtroppo la cosa è totalmente normalizzata. E seppure una minoranza antifascista (democratica) esiste, è totalmente silenziata, e una mini-minoranza non democratica pure, ma sbirrescamente guardata a vista.
Alla fine, come epilogo di questa ennesima storia di merda, ci pare che possiamo dire che i vincitori sono, come purtroppo spesso accade, questura e prefettura: hanno fatto la parte degli “equilibrati” vietando per pure ragioni tecniche l’aduanata alla Caproni (di essere democristiani non si smette mai) per poi lavarsene le mani quando la cosa si è spostata al circolo ACLI, hanno fortemente blindato l’intero paese per dare il duplice messaggio, da un lato ai fasci per dir loro, “sì camerati, quando ci servite a picchiare qualche zecca ok, ma del resto comandiamo noi, sia chiaro” e dall’altro a compagnx e antifascistx perché capissero che “nessunx provi a manifestare contro”. Così da ribadire ai primi che il racket dell’ordine (cioè l’esercizio della violenza) è saldamente nelle loro mani e ai secondi che la giustizia (cioè vendetta di stato contro chi lo mette in crisi/discussione) è sempre lì pronta a denunciare, perquisire, arrestare, trattenere, fermare e infine picchiare.
E poi, tuttx a casa contenti, col fez in testa o la divisa, con la tracollina del digossino o la croce uncinata, tutti soddisfatti a pancia piena, dopo dichiarazioni vittimiste ai giornalisti da parte del povero Fiore “boicottato” e foto di marziale ordine pubblico con le lucette blu, mentre la memoria di chi ha dato la vita per spazzare via sia gli uni (fascisti al soldo dei padroni) che gli altri (sbirri al soldo dei padroni) marcisce dimenticata e grida vendetta.
Abbiamo scritto l’anno scorso per l’occorrenza del 28 ottobre quando appunto Fiore si riaffacciava sulla scena, abbiamo scritto quat’anno per il 25 aprile, perché almeno qualche parola che non fosse la viscida e traditrice retorica antifascista del PD e della CGIL (che purtroppo nel territorio regna sovrana) ci pareva doveroso, ma non vogliamo proseguire per emergenze, così come questo mondo ci ha ammaestratx a fare: Predappio è a tutti gli effetti, da decenni, la capitale nazionale e in parte internazionale, del nazi-fascismo e ogni anno viene invasa da centianai, migliaia di fascisti (ma anche ogni giorno dell’anno i negozietti attirano fasci da tutta la regione e da tutta Italia, spesso in bande non trascurabili dal punto di vista della pericolosità in strada**) e questa cosa non la cambieranno le parole allarmate ad ogni ricorrenza, che poi finiscono nel dimenticatoio digitale qualche istante dopo, nè tantomeno la cambieranno le sparate di politicanti in cerca di qualche sinistro consenso.
E se pure ad alcunx parrà una sorta di democratica indignazione, non possiamo non dire che, porco dio, ax anarchicx è vietato salutare per l’ultima volta un compagno e una compagna cadutx in azione (Sara e Sandro) e a folle di schifosi fascisti è steso il tappeto rosso a Predappio ogni volta che vogliano commerare un dittatore. Non è indignazione la nostra, ma rabbia, tanta rabbia, e vorremmo convincerci che non siamo lx solx a provarla.
Se vogliamo cambiare questa situazione, se vogliamo contrastare il fascismo totalmente sdoganato in questa vallata (che è una specie di visione premonitrice dell’Italia intera, dieci, quindici anni prima?!) dobbiamo tirarci su le maniche, noi che viviamo il/nel territorio, in primis, ma con il supporto di tuttx lx compagnx che vorranno starci, per un lavoro che siamo già parecchio in ritardo col cominciare, benchè non sia mai troppo tardi.
Antifascistx dalle colline Romagnole
* (dove lo scorso 28 ottobre, per chi riesuma il ricordo dalle nebbie dei post virtuali, gli stessi camerati avevano organizzato il pranzo della Marcia su Roma e della scarcerazione del capo, Fiore appunto. La sede ACLI in questione è esattamente di fronte alla Rocca delle Caminate che, per dovere di cronaca, non è stata soltanto una delle “residenze estive” dell’infamone di Predappio, ma anche sede delle SS e luogo di tortura, nonché primissimo luogo di incontro tra Mussolini, ufficiali nazisti e gerarchi rimasti fedeli – post 8 settembre – per fondare la Repubblica Sociale Italiana, il capiotolo più violento, infame e servile del ventennio fascista.
Quella Rocca delle Caminate, contesa tra il Comune di Predappio e il Comune di Meldola, dove, tra i numerosi altri, hanno torturato e seviziato per quattro giorni consecutivi il partigiano Antonio Carini, che non tradì mai i compagni, per poi finirlo a pietrate e trascinarlo legato a un’auto fino al fiume Ronco, nei pressi di Meldola, dove oggi, su quel ponte, campeggia il monumento a Carini e ad altrx partigianx che hanno dato la vita contro queste carogne in camicia nera.)
(** se non abbiamo le prove provate, possiamo quantomeno supporre che i militanti di Casa Pound che hanno aggredito due ragazzi in pieno centro a Cesena, dove hanno la loro sede regionale e i trenta-quaranta ragazzi che inneggiavano all’Italia e al Duce che ne hanno pestati tre, sempre in centro Cesena, sempre l’anno scorso, fossero passati, almeno una volta di qua. Hai Dysneyland a due passi, che fai, non ci vai?! Il movente dei pestaggi: forse è superfluo dirlo, i ragazzi oggetto delle aggressioni erano razzializzati)
