Gli ingenti danni

Riceviamo e diffondiamo:

Nell’attesa del prosieguo di un teatrino che fatica a calare il sipario non rassegnandosi alla messa in scena di uno spettacolo che non produce applausi ma fischi e lancio di oggetti, alcune considerazioni sugli ingenti danni.
Gli ingenti danni sono le galere mascherate da giustizia; gli ingenti danni sono i regimi carcerari speciali
costruiti per mascherare la vendetta, prerogativa di cui il potere ambisce a detenere il primato; gli ingenti danni sono l’annientamento psico-fisico di una persona della quale avete già preso la vita per i reati commessi, messa in opera che non accettate di chiamare tortura se perpetrata all’interno dei luoghi di Stato ma che titolate tale quando a commetterla non sono divise o istituzioni; gli ingenti danni sono le divulgazioni dei professionisti delle scienze e tecniche psicologiche che chiamate in causa a rendere edotta la popolazione sui danni subiti dalla psiche del malcapitato segregato o torturato da sconosciuti o familiari, danni che cambieranno inequivocabilmente il corso della vita di chi li ha subiti, non esitando a definirli abusi, diagnosi che vi guardate bene dall’emettere quando i sequestratori siete voi;
gli ingenti danni sono la prerogativa e la possibilità di disporre di altrui corpi sotto la vostra custodia ben sapendo di restare impuniti e, a seconda della ferocia perpetrata, che ci insegnate a seconda del bisogno non essere solo fisica, garantiscono promozioni e scatti carrieristici; gli ingenti danni
consistono nel travisare comportamenti e parole altrui, quando del travisamento avete fatto reato e degli scritti censura; gli ingenti danni sono i ministeri preposti che con arroganza non soggetta a censura distorcono la storia non solo di Alfredo, cercando ancora una volta di offuscarne la dignità sostituendola con la violenza, ma degli stessi capisaldi da loro col tempo (e non al tempo) trasformati in santoni da imitare quali esempi di decorosa disobbedienza, facendo stridere le luride unghie sulle vetrine dietro alle quali si trova il pubblico belante in aria di elezioni e a salvaguardia di carriere che sono un oltraggio all’intelletto, non necessariamente elevato; gli ingenti danni sono le kermesse a scopo di propaganda elettorale sulla pelle di un detenuto, partite tra gli strilli del più audace burattino e relegate nell’oblio dal manovratore dei fili, spostando l’amplomb dietro le quinte, affermazioni che non hanno sfiorato Alfredo ma imposto di nuovo un certo silenzio; gli ingenti danni sono coperture e lodi alle divise che non reagiscono alle provocazioni preferendo farle eseguendo ordini, come espresso dal sindacato di polizia, il quale ha affermato, non si sa bene a che titolo, che Alfredo deve rimanere al 41 bis; gli ingenti danni sono anteporre partiti, carriere, propaganda, audience, soldi e poltrone impunite quanto immuni alla vita di un uomo, e additare come errore ogni commento che non fosse la compostezza dei ringraziamenti di fronte al Pilato Nordio, uomo di ministero e nemico di ogni giustizia; gli ingenti danni sono la mancanza di ogni minima responsabilità verso il corpo recluso e chi lo difende, con il suo avvocato che apprende dai media il trasferimento di Alfredo all’ospedale San Paolo; gli ingenti danni sono la mancata percezione della gravità della situazione, gravità che invece non perdete occasione di appioppare ai reati da lui commessi sapendo di perpetrare spesso e volentieri abusi giuridici, ben guardandovi dall’illustrare millantate prove granitiche (risultate invero latitanti), stravolgendo il vostro stesso stato di diritto a favore del giudizio sul pensiero del soggetto e non sui fatti in oggetto; gli ingenti danni sono la spettacolarizzaione atta a ridicolizzare la sofferenza di un corpo, arte in cui siete maestri, come i morti nel Mediterraneo ci ricordano ad ogni sguardo; gli ingenti danni sono la richiesta di visita psichiatrica e/o TSO nonché la “bioetica” di salvare in extrema ratio il vostro culo e non quello di Alfredo, non soggetto a nulla che non sia la dignità della lotta intrapresa, trasformando il «terrorista» in malato da curare per uscirne illesi invece che orfani di logica e dignità; gli ingenti danni sono trasformare la battaglia sulla vita di un uomo in un agorà con annesso tifo delle varie fazioni, con la vostra posizione che traballa in maniera proporzionale alla decadenza del corpo di Alfredo; gli ingenti danni sono portare Alfredo verso la morte per mettere in campo la risorsa «umanitaria» nel rispetto delle condizioni di salute del detenuto; gli ingenti danni sono le vostre chiacchiere protratte per 4 mesi che hanno mobilitato il mondo, e non certo a vostro favore; gli ingenti danni sono attribuire ad Alfredo le responsabilità delle azioni altrui pur rinchiuso da 9 mesi in 41 bis, andando contro ogni logica nella richiesta del proseguimento di questo regime: questo è forse l’unico danno che vi si può rigirare contro, giacché è sull’idiozia delle vostre affermazioni che si basa la richiesta di revoca del 41 bis da parte della p.g. della cassazione.
Questi sono i vostri gravi ingenti danni riguardo la questione Alfredo nello spregio di una vita che avete già punito per la gambizzazione di un altro uomo anch’esso propenso a collezionare ingenti danni a scapito dell’umanità,
danni che non saranno mai da voi giudicati come tali.
Vedremo quali e quanti altri ingenti danni riuscirete a mettere a punto prima del 24 febbraio, anch’esso altro ingente danno viste le tempistiche e la prerogativa di vita o di morte.
Ben consci che le finalità di terrorismo lo
Stato le applica di continuo ma le fa pagare agli altri, utilizzando una gerarchia del valore della vita a seconda del ruolo ricoperto e del valore sociale del singolo, gli anarchici si terranno i gravi ingenti danni a loro attribuiti, riconoscendoli sempre e comunque non comparabili alla gravità dei vostri, constatando ancora una volta nel caso specifico che tavolini e moto rovesciate fanno più rumore e valgono più di una vita in equilibrio precario.

Almeno che la vita non sia la vostra. In tal caso nessuna censura verso la propaganda alla lotta armata quale doverosa forma di difesa dei vostri privilegi e delle vostre proprietà, senza bisogno di benefit per le spese processuali, gentilmente offerte da cariche istituzionali tuttora vigenti.
Miserabili.