Udine, sabato 18 luglio: Presidio al carcere

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Riceviamo e diffondiamo:

PRESIDIO AL CARCERE DI UDINE

La notizia di queste settimane è che il garante nazionale dei detenuti, Riccardo Turrini Vita, ha prodotto la sua relazione annuale, che non è stata presentata ufficialmente al Parlamento, in quanto si riferisce all’anno 2024. I papaveri del ministero di giustizia e i loro tirapiedi, in carica con il governo Meloni, impuniti, hanno superato questa figura istituzionale (comunque inutile), nei fatti. Per lor signori il sovraffollamento, il modello sardina, non è che non esista, ma si riduce a un problema di spazio, cioè di edilizia, di carceri nuove da costruire. Quegli spazi che con i 38° di questa estate si trasformano, anche qui a Udine, letteralmente in forni nel caso friulano poi, la carenza di spazi per la socialità, l’inesistenza di aree verdi, o semplicemente di aree all’ombra, e per di più il fatto che chi tra i detenuti ha la possibilità di usare un frigorifero o un ventilatore, viene ostacolato dalla direzione, come in molti altri casi, tutti questi fastidi (che normalmente qua fuori chiameremmo fastidi”), nella galera diventano situazioni di ostilità, vessazioni, aperto scontro dell’amministrazione con i detenuti. Infatti in questi lunghi mesi nei quali, come Assemblea contro carcere e repressione, siamo statx presi da altre urgenti lotte, veniamo comunque a sapere che i prigionieri non sono rimasti a subire questo clima di oppressione, ma hanno reagito con proteste, rivolte individuali, interruzioni della normalità”.

In generale siamo abituati pigramente ad accettare qualcosa solo se si mostra debole e innocuo ai nostri occhi. Il detenuto o la detenuta che per mesi studia un piano di fuga, e poi una notte sega le sbarre e fugge, inquieta la società borghese ed ipocrita. Il pazzoche di botto esplode in gesta inconsuete, spacca e sbava senza senso, sciocca per l’imprevedibilità. Il bambino o la bambina che gioca ed urla in modo sconsiderato creando imbarazzo, oggi rischia di essere incasellato con laggettivo di iperattivo. Il palestinese o la palestinese che odiano chi gli ha massacrato la famiglia e fatto mangiare polvere e paura, sono già moralizzati e marchiati dalluomo bianco colonialista. Lanimale in gabbia che dal nullamorde e ferisce, deve essere abbattuto.

Ripetiamolo: non è normale rinchiudere una persona in un cubicolo di cemento, non è normale continuare la propria routine quotidiana, magari passando accanto alle mura del carcere facendo come se niente fosse! Continueremo a dirlo, anche solo per quelli simili a noi, che si trovano da una parte o dall’altra delle sbarre! Per questo ci troveremo ancora una volta fuori dalle mura del carcere di Udine per passare insieme qualche ora, con un po’ di musica e contatto tra dentro e fuori.

SABATO 18 LUGLIO ORE 18:00

VIA RAGUSA, UDINE

Solidarietà a Nico, Bibi, Micol, Arnau, Stefano, Giulia, Luna, Pietro, Tony, a tutte le indagate e i perquisiti

Fuori Alfredo dal 41 bis!

Terrorista è lo Stato!