Milano, 10 marzo: Presidio al CPR di Via Corelli

Riceviamo e diffondiamo:

Qui la chiamata in formato volantino-manifesto: image2

 

Presidio al CPR di Via Corelli

A metà dicembre 2023 la Procura di Milano ha disposto il sequestro
d’urgenza del Cpr di via Corelli, sottraendolo alla gestione  della
società Martinina srl accusata di somministrare in maniera
indiscriminata psicofarmaci ai reclusi, lasciare le persone in
condizioni disumane e fornire cibo rancido.
Appena due mesi dopo, a febbraio di quest’anno, da dentro il Centro,
temporaneamente commissariato, escono immagini di persone che per
protesta giacciono sdraiate sotto la pioggia battente, di manganellate
all’interno delle aree da parte della Guardia di Finanza e di feriti.
Niente è cambiato all’interno di quelle mura. L’ordinarietà dell’orrore
della detenzione amministrativa non si interrompe con un cambio di
gestione. Lo dimostrano il suicidio a Ponte Galeria a Roma di un ragazzo
di 22 anni, le botte su chi ha protestato dentro per questa morte, i
grandi e piccoli soprusi che subisce quotidianamente chi viene rinchiuso
in questi Centri da quando esistono ad ogni latitudine.
Ciò che interrompe l’orrore quotidiano di reclusione sono le proteste,
individuali o collettive, le rivolte, il fuoco e le evasioni che
dimostrano come non ci sia pacificazione possibile in queste strutture.
Dimostrano che nonostante la repressione si abbatta violentemente contro
chiunque si ribelli, questa strada è non solo ancora percorribile ma
anche l’unica che permetterà di farla finita con questi luoghi, una
volta per tutte.
Da Milano a Trapani, da Torino a Bari, a Caltanisetta, a Macomer in
Sardegna, a Gorizia, nell’ultimo anno molti fuochi e danneggiamenti
hanno messo, di nuovo, in difficoltà i Centri per il rimpatrio italiani.

La via che lo Stato ha intrapreso nella gestione dei flussi migratori è
molto chiara, di pochi giorni fa la notizia del via libera all’accordo
tra Italia e Albania per la costruzione di due Centri di detenzione
“delocalizzati”. Dall’ altra parte le proteste dei reclusi ci indicano
la via e ci chiamano al loro fianco. Torniamo sotto le mura di via
Corelli per portare solidarietà ai reclusi e per rompere il silenzio in
cui si vorrebbe seppellire chi vive e lotta dietro quelle mura.

Ci vediamo domenica 10 marzo alle 15 al parcheggio di via Capriana, di
fronte al centro sportivo per raggiungere assieme il parco bosco di
Tucidide (davanti al Cas)