Grecia: Incendiati tre camion-frigo per la carne in solidarietà con G. Michailidis e Alfredo Cospito

Tratto da: https://actforfree.noblogs.org/

1° novembre, Atene, Grecia

Con questo testo ci assumiamo la responsabilità per l’incendio di 3 camion-frigo dell’impresa Davoutis SA, a Nea Ionia, Atene. Tutti e tre i camion, che erano parcheggiati vicino al principale mattatoio dell’azienda, sono stati completamente distrutti dalle fiamme. Quest’azienda è attiva da decenni nel commercio di animali assassinati, il che la rende uno dei più grandi “mercati della carne” nazionali.

La nostra azione è un segnale di solidarietà, complicità e affinità con il compagno Giannis Michailidis e la sua lotta, non solo in qualità di prigioniero con una “giusta rivendicazione”, ma con tutte le prospettive e i contenuti della lotta che come anarchico ha messo sul tavolo degli sviluppi sovversivi.

Con questa azione, quindi, vogliamo a nostra volta dare un piccolo contributo all’ampliamento della lotta per la libertà e all’arricchimento delle sue prospettive e pratiche. Vogliamo riportare l’obiettivo del sabotaggio alle strutture che si arricchiscono con la tortura e lo sterminio di massa degli animali non umani nel posto fondamentale che occupa all’interno della resistenza al saccheggio della natura.

La creazione di comunità di resistenza e azione diretta contro i progetti di sviluppo su remote cime di montagna e fiumi; le lotte per la difesa militante delle poche aree urbane verdi rimaste (come quelle che si sviluppano sulle colline, nei parchi e nelle piazze di Atene); la vigilanza e l’organizzazione collettive per la protezione e il salvataggio delle foreste dai devastanti incendi dell’urbanizzazione; la nostra auto-formazione sulle conseguenze distruttive del continuo sviluppo della civilizzazione industriale, sull’evolvere del cambiamento climatico e ulteriori analisi e azioni contro la clessidra della distruzione. Tutte queste cose vanno di pari passo con il riconoscimento dell’importanza del salvare la biodiversità e gli ecosistemi animali, vanno di pari passo con la lotta per la liberazione di ogni individuo, di ogni animale dalle strutture di reclusione dell’industria del “cibo”, dai laboratori sperimentali del “progresso”, dalle mani degli scuoiatori delle industrie dell’abbigliamento. Si trovano in accordo con l’attitudine coerente del vegetarianesimo, nel punto in cui l’opposizione al dominio dell’uomo sugli altri animali è completata a livello individuale. Un’opposizione che emana dalle caratteristiche più elementari del pensiero e della pratica anti-autoritarie.

La connessione tra le cause dell’incessante deforestazione, le impressionanti monocolture di cereali per nutrire gli animali da allevamento, l’enorme contributo dell’industria dell’allevamento all’effetto serra e all’inquinamento del sottosuolo e delle falde acquifere, l’estinzione di massa delle specie animali, è più evidente che mai. È il retroscena delle confezioni che finiscono sugli scaffali dei supermercati e dei mercati come quello di Davoutis, e poi nei piatti di una società che vive nell’indifferenza generalizzata. Un retroscena caratterizzato, dall’inizio alla fine, dalla tortura, dalla reclusione, dal sangue di quellx che non hanno voce per dire l’ovvio: non siamo oggetti, non siamo merci!

Ma aldilà delle condizioni imposte e degli effetti della moderna distopia delle società di massa, il progetto di una vita senza imposizione e sfruttamento è arricchito e acquisisce una prospettiva completa quando, attraverso l’opposizione al potere come forza trainante della sofferenza di questo mondo, poniamo al centro, come caratteristiche intrinseche del qui e ora, la libertà, l’autodeterminazione, la vita stessa, di tutti gli esseri viventi. Perché proprio come abbiamo detto prima: nessuna vita può essere sacrificata come un oggetto, come una merce!

Che quest’azione sia presa come un invito, una chiamata a tuttx lx compagnx che condividono una prospettiva comune per la liberazione totale e sono nella sfortunata posizionata di una minoranza marginalizzata, un invito a districarsi e far sentire la propria voce, agire, organizzarsi. La massiccia accettazione sociale di cui godono tutte queste strutture che torturano e assassinano gli animali e i progetti che distruggono la natura rende le loro infrastrutture degli obiettivi insospettabili, in molti casi non protetti e vulnerabili. Sono ovunque, dentro e fuori dai centri metropolitani.


Per chiudere, dichiariamo che stiamo seguendo da vicino lo sviluppo del caso di Giannis. Non intendiamo trattare la tortura prolungata del compagno durante lo sciopero della fame e la sua continua incarcerazione a causa della farsa burocratica come semplici punti nella cronologia degli eventi. Sono esperienze di particolare sofferenza e costo per la vita e la libertà del compagno… sono cause per un’intensificazione delle ostilità.


Rilascio immediato per il guerrigliero anarchico Giannis Michailidis
Supporto e vittoria per lo sciopero della fame di Alfredo Cospito

Sabotiamo la reclusione e la tortura degli animali umani e non umani

Fino alla distruzione dell’ultima gabbia…