
Un «fanale oscuro» che «getta tenebra su tutti gli oggetti della conoscenza».
Soltanto il genio poetico di Baudelaire poteva immaginare una luce che proietta tenebra.
Di cosa si tratta? Del progresso.
In questa rubrica trovano spazio parole contro la megamacchina: testi brevi, appunti, cronache di sbieco, episodi storici spazzolati contropelo, segnali di un’umanità clandestina e irriducibile.
-
Per così poco
A metà degli anni Ottanta, la critica radicale più lucida – quella che aveva còlto il carattere incontrollabile dello sviluppo tecnologico e descritto il sistema di nocività prodotto dalla sua costante fuga in avanti – ipotizzò la possibilità di un’inedita alleanza storica: quella tra il desiderio di rivoluzione e l’istinto di sopravvivenza. Dal momento che il capitalismo si annunciava ormai come una gigantesca produzione di disastri a mezzo di disastri, gli individui spossessati sarebbero stati costretti, pena l’autodistruzione, a schierarsi praticamente con le ragioni della rivoluzione. Conosciamo il seguito. Quarant’anni dopo, possiamo constatare non solo che il movimento totalitario dell’economia…
-
Convergenze
Nel «fanale» precedente accennavamo a come l’intreccio sempre più inestricabile tra apparati tecnologici, economici, militari, politici e ideologici tenda a minare la nozione stessa di causalità. Per rendersene conto basta affrontare il nodo guerra-sanzioni-crisi energetica. Qualcuno ha riassunto il problema in poche battute: «gli speculatori che scommettono sui guerrafondai». Una formula indubbiamente efficace – dietro le società finanziarie della Borsa di Amsterdam e l’industria degli armamenti ci sono sostanzialmente gli stessi fondi di investimento statunitensi –, ma insufficiente a spiegare la dinamica in corso. L’aumento consistente dei profitti delle compagnie energetiche europee (ENI compresa) precede l’invasione russa dell’Ucraina; l’inizio del…
-
Un vergognoso delirio
«Una visione chiara del possibile e dell’impossibile, del facile e del difficile, delle fatiche che separano il progetto dalla messa in opera basta a cancellare i desideri insaziabili e i vani timori; da questo e non da altro derivano la temperanza e il coraggio, virtù senza le quali la vita è solo un vergognoso delirio». Sono passati quasi novant’anni da quando la venticinquenne Simone Weil scriveva queste parole nelle sue Riflessioni sulle cause della libertà e dell’oppressione sociale, un cristallo purissimo di idee al cui confronto le nostre nozioni – di individuo, collettività, lavoro, produzione, scienza, oppressione, progresso, rivoluzione…
-
Surgelati
«Realizzati in laboratorio dei circuiti genetici in grado di riprogrammare le piante in modo estremamente mirato e preciso, come se fossero computer, spingendo solo alcune cellule a svilupparsi diversamente: li hanno messi a punto ricercatori dell’Università statunitense di Stanford, con l’obiettivo di aiutare le piante a adattarsi meglio ai cambiamenti climatici, migliorando ad esempio la loro capacità di assorbire acqua e nutrienti. “I nostri circuiti genetici sintetici ci consentiranno di costruire radici o foglie molto specifiche, per capire cosa è ottimale per le difficili condizioni ambientali che sappiamo stanno arrivando”, afferma Jennifer Brophy» («Ansa» del 14 agosto 2022). «Quando la…
-
Materia prima
Nel tecnomondo dell’innovazione permanente, persino i nanotubi di carbonio impiegati nei semiconduttori – cioè i fogli di grafene la cui scoperta è valsa al suo autore il Nobel nel 2010 – sono già un «metodo tradizionale». Un metodo che ha due inconvenienti: non può evitare le impurità (gli «atomi spazzatura») né la dispersione di energia, a meno che i nanotubi non vengano raffredati a temperature vicine allo zero assoluto. Quali sono le nanotecnologie – cioè i “ponti” tra la materia organica e l’apparato digitale – più «performanti»? Come spiegava anni fa l’attuale ministro alla «transizione ecologica» Roberto Cingolani (in…
