Il fanale oscuro

  • Come in una caricatura di Grosz

    Come in una caricatura di Grosz

    Per rappresentare le figure politiche, affaristiche e tecnocratiche che giocano con i destini del mondo servirebbero, ben più delle parole, caricature simili a quelle con cui George Grosz ha immortalato la borghesia tedesca tra la Prima Guerra Mondiale e l’avvento del nazismo. Se quella borghesia si è poi vendicata mettendo la «nuova oggettività» pittorica tra l’«arte degenere» da bandire, oggi la classe dominante bolla come nemico dei valori – o come quinta colonna del Nemico – proprio chi sbugiarda il loro ripugnante arruolamento, cioè la loro caricatura assassina. Cosa dire delle dichiarazioni della signora Meloni o dei tweet dei signori…

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  • Varcare la soglia

    Il mio mondo, fattosi piccolo piccolo, è popolato in queste settimane – di giorno e talvolta anche di notte – di pensieri che non mollano la presa: il carcere, la guerra, la megamacchina che ne riproduce gli orrori e gli ingranaggi. Per uscirne, ho afferrato questo cesto di emozioni: «Nel cortile dove vado a passeggiare arrivano di frequente carri dell’esercito, zeppi di sacchi o vecchie giubbe e casacche militari, spesso con macchie di sangue. Vengono scaricate, distribuite nelle celle per i rattoppi e quindi di nuovo caricate e rispedite all’esercito. Qualche tempo fa è arrivato un carro tirato da bufali…

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  • «Madama morte! Madama morte!»

      Una delle intuizioni più sorprendenti che Leopardi mette in scena nelle sue impareggiabili Operette morali è l’alleanza eterna fra la Moda e la Morte – in quanto forme, opposte e solidali, della Caducità. Non a caso Walter Benjamin antepose un’epigrafe leopardiana («Madama morte! Madama morte!») ai suoi pensieri sulla moda, annotando: «Essa è in conflitto con l’organico; accoppia il corpo vivente al mondo inorganico, e fa valere sul vivente i diritti del cadavere. Il feticismo, che è alla base del sex-appeal dell’inorganico, è la sua forza vitale. Il culto della merce lo mette al proprio servizio». Con un secolo…

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  • Management

      In Nazismo e management. Liberi di obbedire, uscito nel 2020 in Francia e pubblicato l’anno scorso da Einaudi, Johann Chapoutot descrive, attraverso la figura di Reinhard Höhn, il rapporto mutualistico tra concezione nazista del Diritto, ruolo della scienza e direzione industriale in Germania dagli anni Trenta alla fine degli anni Novanta. Si tratta di una ricostruzione utile per capire non pochi aspetti del nostro presente. Vediamone i tratti salienti. Führerprinzip, tecnocrazia e meritocrazia. Uno dei motori più potenti del Terzo Reich, secondo Chapoutot, è stato il «darwinismo amministrativo», cioè la competizione costante tra i gerarchi nazisti nella creazione di…

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  • Le mine della Storia

    Il critico anti-industriale statunitense Fredy Perlman scriveva, quarant’anni fa, che se vogliamo abbattere il Leviatano dobbiamo evadere dalla sua storia. In Against His-story, Against Leviathan, la «storia» del dominio è anche la sua «leggenda», cioè alienazione dell’agire umano e allo stesso tempo sostituzione della vita rimossa. La «cronaca» è il tempo leggendario per eccellenza, la rimozione realmente operante. La «memoria condivisa» è il punto di intersezione tra giornalismo e storiografia, cioè il modo d’uso quotidiano di una falsificazione stratificata nel tempo. Si sono sprecati, in questi mesi (a dire il vero di più all’inizio e poi di nuovo recentemente, con…

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