Il fanale oscuro

  • Regalo di Natale

    «Perché colpire la centrale Sarelli proprio la notte di Natale? Non solo per ragioni di sicurezza. Voleva essere una dimostrazione di solidarietà con Gesù, il cospiratore, il nomade, il rivoluzionario, il ribelle, il combattente partigiano, il quale nel Discorso della Montagna diceva chiaramente: “Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati! Beati voi che ora piangete, perché riderete… Ma guai a voi, o ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione! Guai a voi, che ora siete sazi, perché patirete la fame! Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e nel pianto!”. La nostra è stata…

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  • L’avvenire in blocco

    Il «fanale» precedente si chiudeva con la domanda (a proposito di interruzione del flusso storico del dominio): quali potrebbero esserne oggi la figura aurorale e il «dispositivo d’innesco»? Uno di quei quesiti che dànno le vertigini. Soprattutto perché attorno alla questione decisiva delle immagini viventi in grado di alludere a un mondo altro si è creato da tempo il vuoto. Essa è invece al centro di una delle opere più inclassificabili, più potenti e più fraintese del pensiero rivoluzionario: le Riflessioni sulla violenza di Georges Sorel, pubblicate sotto forma di articoli nel 1905 e poi in volume nel 1906. Dove…

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  • Agitata da due venti

    Agitata da due venti, Freme l′onda in mar turbato E ‘l nocchiero spaventato Già s′aspetta a naufragar.   Così recita la celebre aria contenuta nella Griselda di Antonio Vivaldi. Secondo l’ultimo Rapporto pubblicato dagli psicologi di Stato del Censis, la società italiana sarebbe anch’essa agitata da due venti: quello della malinconia e quello della paura. Malinconica e impaurita, la società s’aspetta a naufragar. Il riferimento alla paura, stante la stretta che pesa su milioni di vite, è fin troppo scontato (avremmo potuto suggerirlo anche noi, gratis). Non così, invece, quello alla malinconia. Che sia questo il sentimento rilevato – e…

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  • Maquinas locas

    Benché non siano mancati potenti lampi contro il macchinismo già nell’Ottocento – grazie ai gatti selvaggi nelle città e ai galli rossi nelle campagne –, si può dire che la radicale messa in discussione della pretesa neutralità della tecnologia si sviluppi soprattutto a partire dagli anni Trenta del Novecento. Più l’apparato tecno-industriale comincia a sprofondare nell’irreversibilità di ciò che produce – si pensi alle radiazioni nucleari e alle manipolazioni genetiche –, più diventa insostenibile la prospettiva di un suo uso altro, liberato, sociale. Ciò che è irreversibile e «sovraliminare» (capace, cioè, di effetti troppo smisurati per essere còlti dalla coscienza)…

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  • L’aeroporto

    «Bisogna che quel vergognoso seguito di giorni in cui niente è accaduto e tutto è stato perduto pesi su tutti noi come ha pesato su di loro [i proletari tedeschi]: spezzando l’ottimismo delle parole d’ordine, la vanità di chi nulla intende rivedere e ripensare, gl’interessi che stanno dietro la volontà d’impedire la discussione facendo come se nulla fosse, lo scarso coraggio di coloro i quali per battersi han bisogno di avere a portata di mano un futuro tinto di rosa. Bisogna, infine, che questa verità pesi pienamente su quanti sono capaci di accettare il grave compito di imparare, rafforzarsi, ricominciare.…

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