
Un «fanale oscuro» che «getta tenebra su tutti gli oggetti della conoscenza».
Soltanto il genio poetico di Baudelaire poteva immaginare una luce che proietta tenebra.
Di cosa si tratta? Del progresso.
In questa rubrica trovano spazio parole contro la megamacchina: testi brevi, appunti, cronache di sbieco, episodi storici spazzolati contropelo, segnali di un’umanità clandestina e irriducibile.
-

Nel più ordinario dei giorni
Nel più ordinario dei giorni Per scrivere una poesia non politica devo ascoltare gli uccelli e per sentire gli uccelli bisogna far tacere gli aerei da caccia. (Marwan Makhoul, Versi senza casa) Apocalisse non è l’immane violenza. Quella è già qui nel più ordinario dei giorni. Apocalisse è non produrre né maneggiare oggetti che incorporano il sudore e il sangue degli schiavi la materia estratta a forza dalle viscere della Terra la distanza orbitale dei satelliti i cavi che cingono il Pianeta il lavoro invisibile di milioni di donne. Apocalisse è rendere commensurabili gesti e conseguenze, prodotti e mondo. Nella…
-

«Un progetto esplicitamente apocalittico»
«Un progetto esplicitamente apocalittico» Leggendo questa espressione, è molto probabile che si pensi subito al capitalismo nell’epoca della sua svolta tecno-totalitaria o alla tendenza degli Stati verso la guerra mondiale. Invece è riferita all’esatto contrario. A parlare è «CB», dell’università di Princeton, in occasione di un’intervista fatta da «Endnotes» e «Megaphone» sul movimento per la Palestina nei campus statunitensi: «Ho visto un cartello dell’accampamento di Toronto con l’Angelus Novus di Klee e una citazione di Césaire che recitava: “L’unica cosa al mondo che vale la pena di iniziare… la fine del mondo, ovviamente!”. Gli accampamenti sono un progetto esplicitamente apocalittico».…
-

Nella Serra in cui fiorisce ogni mistificazione
Nella Serra in cui fiorisce ogni mistificazione Cos’è la guerra? La si può definire senz’altro in tanti modi. Dal secondo conflitto mondiale a oggi, essa è contemporaneamente – e indissociabilmente – scontro di potenza tra gli Stati, artificializzazione dell’ecosfera e attacco generalizzato a ogni forma di autonomia individuale-comunitaria. Se è nel solco della Seconda Guerra mondiale che si appronta il mondo come laboratorio – eugenetica, campi di prigionia e di sterminio, fusione di scienza, Stato e industria, costruzione della bomba atomica, “modello IBM” e paradigma cibernetico –, l’ulteriore sviluppo delle tecnologie convergenti fornisce oggi alla macchina bellica una dimensione totale…
-

La pace della terra
La pace della terra Pax, pace, significava la protezione dei poveri e dei loro mezzi di sussistenza dalla violenza della guerra. La pace proteggeva i contadini e i monaci. Era questo il significato di Gottesfrieden (pace di Dio), di Landfrieden (pace della terra). Questa pace proteggeva il bue e il chicco di grano sulla spiga. Essa salvaguardava il granaio d’emergenza, il seme e il periodo del raccolto. In genere, la «pace della terra» proteggeva i valori d’uso dell’ambiente da un’interferenza violenta. Essa assicurava l’accesso all’acqua e al pascolo, ai boschi e al bestiame a coloro che non avevano altri mezzi…
-

Nocciola
Nocciola Ad avvisarci dell’inizio della distruzione di massa non saranno le trombe del Giudizio universale, ma qualche nomignolo elaborato dalla macchina dell’eufemismo burocratico. Se c’è un elemento che tutti i complessi scientifico-militar-industriali hanno in comune è senz’altro l’ignobile creatività nel nascondere o banalizzare i propri programmi, le proprie macchine, le proprie mosse sul quadrante dei comandi. «Soluzione finale della questione ebraica», prima di diventare l’espressione-simbolo della produzione industriale di cadaveri, è stato l’eufemismo con cui mascherarla. Nella macchina burocratica nazista, a cui IBM ha fornito l’efficienza delle schede perforate, gli internati da avviare alle camere a gas erano definiti «musulmani»,…
