
Un «fanale oscuro» che «getta tenebra su tutti gli oggetti della conoscenza».
Soltanto il genio poetico di Baudelaire poteva immaginare una luce che proietta tenebra.
Di cosa si tratta? Del progresso.
In questa rubrica trovano spazio parole contro la megamacchina: testi brevi, appunti, cronache di sbieco, episodi storici spazzolati contropelo, segnali di un’umanità clandestina e irriducibile.
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Crisi energetica
«Si può possedere una convinzione abbastanza forte da fornire l’energia necessaria all’atto di pronunciare certe parole, ma non quella necessaria a compiere certe azioni o ad astenersi da certe altre. Quando l’ostacolo interiore che si oppone a che di fatto si adotti un certo tipo di comportamento è troppo forte rispetto all’energia dell’inclinazione che spinge a quel tipo di comportamento, tale energia, incapace di effetto utile, si dissipa in parole, come l’energia cinetica in calore. […] Trattenere queste parole è il primo rimedio. […]». Così scriveva nel lontano 1941 Simone Weil in una pagina dei suoi Quaderni (per la precisione…
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Passeggiata di Natale
Faccio la mia passeggiata, essa mi porta un poco lontano e a casa; poi, in silenzio e senza parole, mi ritrovo in disparte. Epigrafe sulla tomba di Robert Walser, nel cimitero di Herisau La morte di Robert Walser sembra in tutto e per tutto un racconto walseriano. Il pomeriggio di Natale del 1956 il corpo dello scrittore viene trovato disteso nella neve un po’ fuori della cittadina di Herisau, nella Svizzera orientale. Walser era intento in una delle sue celebri passeggiate, a cui si era dedicato sempre, nei giorni festivi, anche nel corso degli ultimi ventitré anni trascorsi nella clinica…
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Semi che germogliano all’inferno
Vladimir Žabotinskij, il fondatore dell’organizzazione paramilitare sionista Irgun, ammetteva senza fronzoli: «[I palestinesi] guardavano la Palestina con lo stesso amore istintivo e con lo stesso fervore con cui un qualsiasi Azteco guardava il suo Messico o un qualunque Sioux guardava la sua prateria». Il colonialismo sionista ha fatto di tutto per rimuovere tali paralleli storici. Ma l’orrore di Gaza ci fa vedere in diretta – equipaggiato con tutti i mezzi che il complesso scientifico-militare-industriale ha sviluppato nel frattempo – l’annientamento dei nativi americani o degl’aborigeni d’Australia. Per questo è tanto vertiginoso quanto necessario elaborare e mettere in pratica una concezione…
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Ubu Re nell’èra della tecnocrazia
Se è di un’evidenza abbacinante la natura suprematista e colonialista del “piano Trump” per Gaza, forse l’aggettivo più corretto per definire il discorso con cui il presidente degli Stati Uniti lo ha annunciato è «ubuesco». Soltanto la penna di un Alfred Jarry, infatti, avrebbe potuto descrivere un potere a tal punto mostruoso nei mezzi e grottesco nelle pretese. Alcune frasi di Ubu Roi – l’opera teatrale che l’autore francese scrisse nel 1896 – si sarebbero incastonate alla perfezione nella conferenza di Trump. L’immobiliarista statunitense, con a fianco il suo amico genocida, ha promesso una vita piena di prosperità a una…
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Il nome proprio
Gaza non è un’ingiustizia a fianco di altre, bensì l’orrore che le contiene e le compendia tutte. Il genocidio in corso ricapitola la violenza fondativa di ogni Stato e ci mostra in diretta l’«accumulazione originaria» del capitale – l’esproprio coloniale della terra, la guerra alla sussistenza, la violenza sistematica contro le donne e i bambini, la streghizzazione dei refuseniks e dei non-allineati, lo sviluppo delle tecno-scienze, l’esperimento permanente sul materiale umano –, equipaggiata di tutti gli strumenti che un Progetto Manhattan fattosi mondo ha elaborato dal 1945 ad oggi. A Gaza possiamo vedere nitidamente che «il nemico è la nuova…




