Sul rinnovo del regime 41-bis ad Alfredo Cospito (30 aprile 2026)
Riprendiamo da https://lanemesi.noblogs.org/post/2026/05/02/rinnovato-il-regime-di-41-bis-per-lanarchico-alfredo-cospito-30-aprile-2026/
Rinnovato il regime di 41 bis per l’anarchico Alfredo Cospito (30 aprile 2026)
Il 30 aprile 2026, il Ministero della Giustizia, nella figura del ministro Carlo Nordio, ha stabilito il rinnovo del regime di tortura e annientamento del 41 bis nei confronti dell’anarchico Alfredo Cospito. Questa decisione era attesa entro il 4 maggio, data di scadenza dei primi quattro anni di un provvedimento vendicativo e infame, il cui unico scopo è l’annientamento del prigioniero, con l’intento di spingerlo a rinnegare le proprie convinzioni rivoluzionarie e a collaborare con lo Stato. Un intento che, chiaramente, con Alfredo Cospito non riesce. Il ministro Nordio si assume quindi le responsabilità di questa scelta politica, in un momento in cui è tra l’altro al centro di una bufera mediatica a causa di continui scandali che lo riguardano.
Ricordiamo che Alfredo è stato sottoposto al regime del 41 bis il 5 maggio 2022. Il 20 ottobre 2022 ha iniziato un lungo sciopero della fame, conclusosi il 19 aprile 2023, dopo la sentenza della Corte costituzionale del 18 aprile che ha riconosciuto la prevalenza delle circostanze attenuanti rispetto alla recidiva reiterata nel caso di tutte le condanne per reati la cui pena fissa è l’ergastolo. Ciò impedì la sua condanna all’ergastolo ostativo, così come quella dell’anarchica Anna Beniamino a 27 anni, per l’accusa di “strage politica” relativa al duplice attacco esplosivo contro la caserma degli Allievi Carabinieri di Fossano del 2 giugno 2006.
In quei mesi intensi che vanno dal 20 ottobre del ’22 al 19 aprile del ’23, molto è stato detto e molto è stato fatto. In misura senza precedenti, l’immagine di questo sistema di tortura ed estorsione che è il 41 bis è stata incrinata, così come la falsa aura immacolata di quel circo che va dalla Commissione Parlamentare Antimafia (un ossimoro grottesco!) alla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. In quei mesi, mentre si spendevano molte parole su e contro gli anarchici, molti cuori riempivano le piazze e molte fiamme illuminavano le notti di varie parti del mondo. Dall’Italia alla Grecia, dalla Germania alla Francia, dalla Spagna al Cile, dal Regno Unito all’Indonesia. In quei sei mesi si è riusciti a sincronizzare i respiri, facendo della solidarietà, della propaganda anarchica e dell’azione una sinergia incessante. Nelle prigioni, i compagni anarchici e rivoluzionari hanno lottato insieme ad Alfredo tramite scioperi della fame e iniziative di solidarietà. In quei mesi, Alfredo ha sempre ribadito di non lottare solo per sé, ma per tutti i detenuti in regime di 41 bis.
Il 15 gennaio 2025 a Perugia si è concluso con un non luogo a procedere il processo relativo alla cosiddetta “Operazione Sibilla”, che vedeva Alfredo imputato assieme ad altri undici anarchici e anarchiche – tra cui la compagna Sara Ardizzone, la cui vita, insieme a quella del compagno Alessandro Mercogliano, si è spezzata nella notte tra il 19 e il 20 marzo 2026 durante la fase di preparazione di un attacco esplosivo, lasciando una ferita profonda nella lotta e nell’anarchismo. La sentenza del processo “Sibilla” ha di fatto segnato lo sgretolamento di uno degli elementi determinanti per il trasferimento di Alfredo in regime di 41 bis. Nonostante ciò, il compagno dovrà rimanere confinato in quella maledetta oubliette che chiamano 41 bis nella prigione “G. Bacchiddu” di Bancali, in Sardegna, per almeno altri due anni, fino alla successiva scadenza dei termini in cui lor signori saranno di nuovo chiamati a decidere su un provvedimento che potenzialmente può essere esteso all’infinito. Che i prossimi due anni pesino come piombo su tutti coloro che sono coinvolti nell’accanimento vendicativo contro il nostro compagno.
Non dimentichiamo i prigionieri della guerra sociale e non dimentichiamo i caduti nella guerra sociale.
Fuori Alfredo dal 41 bis!
Sara e Sandro, sempre con noi.
Alfredo Cospito
C.C. “G.Bacchiddu”
Strada Provinciale 56, n°4
Località Bancali
07100 Sassari
