Trento, lunedì 13 aprile: Presidio per Ahmad Salem e tutti i “colpevoli di Palestina”

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Riceviamo e diffondiamo:

LIBERTÀ PER IL PALESTINESE AHMAD SALEM, IL PRIMO ARRESTATO IN ITALIA PER IL COSIDDETTO “TERRORISMO DELLA PAROLA”

La vicenda di Ahmad Salem, palestinese della diaspora detenuto da quasi un anno a Rossano Calabro in regime di alta sicurezza, è semplicemente emblematica di questi tempi di guerra. Appena giunto in Italia dal Libano, Ahmad ha fatto domanda di protezione internazionale. Mentre si trovava nella Questura di Campobasso per sbrigare le pratiche, un poliziotto zelante nota sul suo telefonino alcuni video relativi alla resistenza palestinese. Sul dispositivo sequestrato vengono trovate alcune chat in cui Ahmad condanna l’inerzia dei popoli arabi e invita a “sollevarsi” contro il genocidio in Palestina. Da qui il suo arresto per “istigazione a delinquere” e “terrorismo della parola” (il 270 quinquies modificato dal governo con il precedente pacchetto sicurezza, che punisce il semplice possesso di materiale ritenuto “idoneo” ad effettuare azioni dette “terroristiche”). Da allora Ahmad Salem è stato ingoiato dal sistema giudiziario e carcerario italiano, e solo il caso ha fatto sì che si sapesse del suo arresto.

Nella storia di Ahmad sono in gioco molte questioni. Innanzitutto l’accanimento contro i palestinesi della diaspora, e contro tutti quegli immigrati che osano protestare e non essere semplice manodopera da sfruttare. Ma è in gioco anche la libertà di tutti e tutte, a partire da quella di opporsi a un imperialismo sempre più feroce che ci sta trascinando verso una nuova macelleria mondiale. È in gioco la libertà di possedere materiale informativo sgradito ai signori del profitto e della guerra. È in gioco la libertà di espressione e di pensiero.

Dopo il caso dell’imam torinese Shahin, perseguitato per aver preso la parola durante manifestazioni solidali con la Palestina; dopo Tarek Dridi, condannato a 4 anni e 8 mesi per aver preso parte agli scontri del 5 ottobre 2024 a Roma, seguìti al divieto governativo di manifestare; dopo la condanna a 5 anni e 6 mesi per “terrorismo” (270bis) inflitta dal tribunale dell’Aquila al partigiano palestinese Anan Yaeesh, in un processo-farsa basato su materiali forniti dai servizi segreti israeliani; dopo gli arresti di Hannoun e degli altri palestinesi a Genova, colpevoli di raccogliere soldi per Gaza, lo Stato italiano conferma la propria vergognosa complicità con lo Stato coloniale, razzista e genocida di Israele.

Mentre il governo italiano partecipa a tutte le guerre volute da USA, NATO e Unione Europa, e dalle basi italiane continuano a partire aerei e droni a sostegno dell’aggressione a Iran e Libano; mentre viene sfornato un “decreto sicurezza” dietro l’altro per stroncare lotte e proteste; mentre in Parlamento, sotto la maschera della “lotta all’antisemitismo”, è in discussione una legge che vieta di criticare lo Stato di Israele, il processo contro Ahmad Salem volge alle ultime battute, e la sentenza potrebbe essere emessa già il prossimo 28 aprile.

Il 14 aprile, in occasione di quella che potrebbe essere la penultima udienza del processo, alcuni nemici dell’imperialismo e solidali con la Palestina che resiste chiamano alla mobilitazione a Campobasso (appuntamento in piazza del Municipio alle ore 11) e fanno appello a una mobilitazione diffusa nelle varie città e territori.

Sentiamo il dovere di fare la nostra parte. Per Ahmad, per Anan, per Shahin, per Tarek, per Hannoun e per noi tutti. Non lasciamo solo Ahmad Salem. Non lasciamo che si consumi questa ennesima infamia.

Assemblea di solidarietà con la resistenza palestinese

TRENTO, LUNEDÌ 13 APRILE 2026

dalle ore 17 in Piazza d’Arogno

PRESIDIO SOLIDALE