Resistiamo alla guerra! Liberiamoci dall’imperialismo! (Trento, 25 aprile)

OIP-1166454997

Volantino distribuito a Trento al corteo del 25 aprile:

Qui in pdf: 25 aprile vol 4

RESISTIAMO ALLA GUERRA! LIBERIAMOCI DALL’IMPERIALISMO!

L’ultimo attacco della “Coalizione Epstein” all’Iran e al Libano, che prosegue in barba a ogni tregua con la brutale occupazione israeliana del territorio libanese, è l’ennesimo capitolo di un’unica guerra mondiale scatenata dalle potenze occidentali. Se è probabile che l’iniziativa sia stata del governo israeliano, si tratta di fatto – dopo l’invasione del Venezuela – della seconda aggressione in pochi mesi contro un membro dei BRICS, un fornitore di petrolio alla Cina nonché un tratto delle sue “vie della seta”. Se quindi la guerra globale, inaugurata con l’allargamento di fatto della NATO all’Ucraina nel 2013-2014 (operazione di regime change detta “EuroMaidan”), non si sta espandendo in modo lineare – con un attacco a Mosca che finisce per tirare in ballo Pechino – la direzione rimane la stessa: un massacro planetario, in cui a ogni capitolo si rinsaldano fronti e alleanze.

Mentre continua il genocidio a Gaza (con oltre 1000 morti in Palestina dalla falsa pace di Sharm el Sheik); mentre Israele si annette per legge la Cisgiordania; mentre viene varato un osceno progetto neofeudale come il Board of Peace; mentre le burocrazie europee cercano in tutti i modi lo scontro diretto con la Russia… dovremmo chiederci una cosa: per quale diavolo di motivo stenta a formarsi un vero movimento contro la guerra?

Crediamo che su questo pesi non poco la propaganda occidentale, che imprigiona tutti in una falsa alternativa: o con le nostre, cosiddette “democrazie”, o con le brutali “dittature orientali”. Un’autentica porcheria colonialista, che occulta sistematicamente le responsabilità storiche e attuali dei “nostri”. E sulla quale marcia quella sinistra con l’elmetto che nel migliore dei casi continua a votare l’invio di armi a Kiev, e nel peggiore (si vedano i Verdi tedeschi…) esprime un furore bellicista persino superiore ai vari Merz, Macron e Von der Leyen.

Se dovrebbe essere scontato che, in caso di guerra, gli sfruttati e gli oppressi dovrebbero disfare il proprio fronte, attaccando i piani di guerra della propria classe dirigente; questo dovrebbe valere ancora di più per noi “occidentali”, che viviamo nel cuore della bestia. Ovvero almeno del principale (se non per forza l’unico…) polo imperialista mondiale, inferocito come non mai di fronte al crollo della propria supremazia.

Se simili ragioni morali non bastassero per opporsi alla guerra nella sua totalità, crediamo che arriveranno presto delle motivazioni materiali molto più convincenti. Mentre la brama di potere & profitto di USA e Israele sta scatenando una recessione mondiale, dovrebbe essere chiaro cosa ci viene apparecchiato: se non per forza l’autodistruzione nucleare (che resta possibile), di certo un immiserimento generalizzato in cui tutto (salari, spesa sociale, libertà – nonché vite da mandare al fronte) finisce nel pozzo nero della guerra e della sua economia.

Le minacce di lockdown energetici sono il biglietto da visita di quanto ci aspetta.

Mentre la solidarietà con i palestinesi e la loro resistenza è assolutamente necessaria, essa è anche insufficiente. Andrebbe anche allargata a tutti i popoli già bombardati, affamati, reclutati: dall’Ucraina al Libano, dalla Russia all’Iran, dalla Siria al Sudan, dal Venezuela allo Yemen.

Se vogliamo una vita degna, o anche solo una vita, dobbiamo liberarci dal nostro imperialismo e dalle sue classi dirigenti (di destra e di “sinistra”), disertando le loro guerre e opponendoci a tutte le strutture che le rendono possibili: dalle basi militari alle fabbriche d’armi, dalle strutture logistiche (strade, ferrovie, porti) ai laboratori dove si approntano le tecnologie di offesa e controllo (a Trento: UniTn e FBK). Fino a una vita quotidiana che sarà sempre più militarizzata, tra soldati nelle strade, pacchetti-sicurezza e passaporti digitali. Se poi la mobilitazione bellica diventasse davvero operativa, a suggerirci “che fare” è proprio l’Ucraina, dove sempre più persone abbandonano il fronte e attaccano i reclutatori militari.

La guerra la vogliono i padroni. Che la paghino i padroni!

Trento, 25 aprile 2026

Assemblea di solidarietà con la resistenza palestinese