Il Vaccino Santus contro “l’antisemitismo”
Le svolte repressive sono sempre accompagnate da opportune “campagne d’opinione”, in cui i media padronali ripetono, ripetono, ripetono le stesse formule propagandistiche per far accettare l’inaccettabile alla cosiddetta opinione pubblica. Mentre sono in discussione ben due disegni di legge per equiparare antisionismo e antisemitismo, quello del governo (Gasparri) e quello del Pd (Delrio), entrambi basati sulla definizione di “antisemitismo” della Alleanza Internazionale per la Memoria della Shoah (un minculpop dei sionisti), non può certo mancare una propaganda mirata. Come quella di questa tal professoressa Daniela Santus, già in passato al centro di contestazioni e polemiche all’Università di Torino per il suo oltranzismo filo-israeliano. Trattandosi, appunto, di propaganda, poco importa che sia basata su dati infondati, come i 766 episodi di “antisemitismo” che si sarebbero verificati in Italia nei primi 9 mesi del 2025 (ma dove li hanno visti, questa saccentissima prof e le sue “fonti” della Cdec, tutti questi episodi di “antisemitismo”? Forse nelle centinaia di manifestazioni contro il genocidio a Gaza?). Ci sembra il caso di segnalare questa intervista alla professoressa. Se il suo furore ideologico può far sorridere (ma d’altronde dov’è il senso della realtà, quando commentatori più o meno autorevoli, e a volte anche “di movimento”, continuano a definire la sacrosanta azione anticoloniale del 7 ottobre come un “pogrom”?) – per i prossimi mesi abituiamoci a ricevere, e a rifiutare, abbondanti dosi di questo “vaccino” (un linguaggio autoritario che abbiamo già sentito…). Che si potrebbe riassumere in una frase: fare come in Germania – così che della Palestina si possa parlare solo come vogliono i massacratori sionisti e i loro beceri alleati.
