Lecco, 9 marzo: giornata contro la leva obbligatoria in Europa, per il disfattismo anarchico
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LA LEVA OBBLIGATORIA IN EUROPA
Da quasi tre anni in terra russa e ucraina si sta combattendo l’ennesima guerra fratricida, una guerra che provoca migliaia di morti tra le popolazioni in nome di una patria, di un governo, di una “Alleanza”.
Di fronte a ciò, pensiamo che l’unico modo di affrontare questa situazione sia rilanciare il disfattismo anarchico. Bisogna innanzi tutto aver chiaro che le guerre tra stati non potranno mai essere le nostre guerre: ciò significa che l’unica condotta sensata è, attraverso la diserzione e l’opposizione alla leva, il rifiuto netto di combattere e morire al servizio di stati e poteri che non possono che esserci nemici. In secondo luogo, disfattismo significa agire direttamente contro il “proprio” stato, consapevoli del fatto che la lotta non possa essere delegata ad altri.
In Ucraina e in Russia ormai si tenta di tutto pur di riuscire a trovare carne da cannone da mandare al fronte. Oltre alle continue chiamate alla mobilitazione obbligatoria, su entrambi i fronti si recluta anche fra i carcerati: chi è in attesa di giudizio può perfino vedersi azzerata la condanna se si offre volontario per il fronte. Anche i migranti vengono obbligati ad arruolarsi. Per convincere ulteriori volontari in Russia stanno aumentando a dismisura i premi di ingaggio.
Nonostante ciò c’è sempre più gente che fugge dalla guerra, che si rifiuta di combattere.
La ricerca dei renitenti alla leva è diventata sempre più feroce in entrambi i territori, con controlli asfissianti e l’utilizzo di tutte le tecnologie possibili (dai controlli sul web ai riconoscimenti facciali di tutti i maschi maggiorenni per le vie delle città). Squadre di reclutatori girano su pulmini e bus, rastrellando con la forza tutti gli uomini arruolabili per portarli direttamente in caserma.
Di fronte dell’evidenza che gli esseri umani da mandare sul campo continuano ad essere necessari in guerra, in questi anni i vari stati europei, che avevano sospeso la leva obbligatoria, stanno iniziando a riproporla, mutandone a volte le modalità. C’è chi la sta reintroducendo tout court per tutti, includendo, a differenza del passato, anche le donne. C’è chi, come la Norvegia, propone una chiamata obbligatoria mirata a selezionare solo una parte di tutti i coscritti in base alle capacità e a volte alla volontà o meno di prestare servizio. C’è chi impone “brevi” periodi di leva (di 45-70 giorni), obbligatoria per tutti, volti ad abituare le persone e a cercare di “convincere” una parte di queste ad arruolarsi volontariamente.
In comune, tutti gli stati stanno portando avanti sempre più progetti che mirano a coinvolgere le scuole, proponendo vacanze estive militari, progetti di formazione e collaborazioni dirette tra scuola e forze armate.
Crediamo sia importante iniziare a discutere di come funzioni la leva obbligatoria e volontaria nei diversi Paesi, per confrontarsi sulle eventuali lotte da mettere in campo nei propri territori e a livello più allargato, credendo nell’internazionalismo delle lotte.
Il 9 marzo 2025 terremo una giornata di approfondimento e discussione per iniziare a parlarne, portando una breve presentazione di come avviene l’arruolamento nei singoli paesi e dando spazio ad eventuali contributi da altri Paesi.
Per chi fosse interessato a partecipare all’iniziativa, l’appuntamento è presso il centro di documentazione anarchico l’Arrotino, via primo maggio 24c a Lecco (Italia) domenica 9 marzo.
Ore 12.00: pranzo
Ore 14: discussione