Con Sara e Sandrone a testa alta. Sull’iniziativa di domenica 29 marzo a Roma
Riceviamo e diffondiamo:
Con Sara e Sandrone, a testa alta. Sull’iniziativa a Roma il 29 marzo 2026
Qui di seguito il link con il testo. In allegato le immagini inserite nello stesso articolo. Qualora dovessimo aggiornare l’articolo con altri testi e/o immagini vi avvertiremo. Entro un paio di giorni ne avremo anche una traduzione in inglese.
Con Sara e Sandrone, a testa alta. Sull’iniziativa a Roma il 29 marzo 2026
Raccogliamo e pubblichiamo alcuni brevi testi e immagini sull’iniziativa di domenica 29 marzo a Roma in ricordo dei compagni anarchici Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano. Nonostante il tentativo di bloccare l’appuntamento mattutino, nel corso del primo pomeriggio si è tenuto un corteo partito dal Quarticciolo (e partecipato da più di 100 persone). I fermati della mattina (almeno 91, per i quali oltre all’antisommossa è stata impiegata anche la cavalleria della polizia) sono stati tradotti nella struttura dell’ufficio immigrazione della questura di Roma e successivamente tutti rilasciati in serata. La giornata di domenica ha ulteriormente evidenziato come il tentativo delle forze repressive di isolare Sara e Sandro – prima avviando una campagna mass-mediatica diretta (vanamente) a intaccarne l’integrità, poi provando sistematicamente a bloccare i momenti e le iniziative in loro ricordo – non abbia ottenuto l’effetto desiderato. Qualora dovessero pervenire pubblicheremo anche altri testi e immagini sul 29 marzo a Roma.
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Alcuni compagni e compagne che oggi stavano portando dei fiori per ricordare Sara e Sandro sono stati fermati e stanno venendo condotti in questura. Si tratta di circa cinquanta persone. Sara e Sandro, compagni morti in azione, sono e saranno sempre nel nostro cuore.
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Familiari di Sara esprimono la loro solidarietà nei confronti dei fermati di questa mattina per il deposito di fiori nei pressi del casolare dove è avvenuta l’esplosione e il ringraziamento per la successiva manifestazione.
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Esiste una volontà da parte dello Stato e delle istituzioni tutte di isolare Sara e Sandro, di cancellare ed impedirne la loro memoria. Tutto ciò non è possibile, perché Sara e Sandro sono stati compagni coraggiosi, amici fraterni e persone troppo belle per essere dimenticate. Certi signori si sono convinti che chiudere 90 persone per svariate ore dentro l’ufficio immigrazione di via Patini fosse una buona idea, la verità è che in quelle quasi 11 ore di fermo preventivo è stato possibile raccontare a compagne e compagni più giovani il valore dei nostri compagni caduti, passando dal loro coraggio alla loro tenerezza.
Solo gli stolti e gli sciacalli che delegano il loro pensiero a giornali più utili a pulirsi il culo che la coscienza, possono credere che i vani tentativi di reprimere la solidarietà verso i nostri compagni siano stati efficaci.
Che Sara e Sandrone illuminino sempre il nostro cammino verso la libertà.
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Ancora sul 29 marzo a Roma
Domenica mattina, non tutti gli anarchici e i solidali che si sono recati al parco degli Acquedotti di Roma sono stati fermati e portati in via Patini.
Alcuni di noi sono riusciti a smarcarsi dai tentativi di fermo, a dimostrazione che qualunque sia il dispositivo di sicurezza messo in campo, ci sono sempre delle possibilità imprevedibili che permettono di aggirarlo.
Più tardi, dal quartiere Quarticciolo, ci siamo mossi verso l’Alessandrino dando vita ad un rumoroso corteo. I nomi di Sara e Sandrone hanno riecheggiato forte e chiaro nelle vie del quartiere dove abitavano.
Noi anarchici non siamo vittime sacrificali per l’indignazione dei sinceri democratici e nemmeno cavie per esperimenti giuridici: nonostante il numero enorme di persone poste in stato di fermo, siamo stati in grado di attuare ciò che ci eravamo prefissati. Nostro intento era infatti quello di rivendicare pubblicamente e a testa alta la vicinanza di questi nostri compagni, caduti combattendo per la libertà.
Con Sara e Sandrone, affinché nulla sia stato vano.
Le loro voci e i loro volti vivono dentro di noi.
Nessun passo indietro!
Morte allo Stato.
Sempre per l’Anarchia.
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[Il primo e il terzo testo sono stati divulgati nei canali informativi del Circolo Culturale Anarchico “G. Fiaschi”, il secondo in quelli del Circolo Anarchico “La Faglia”, il quarto e ultimo l’abbiamo ricevuto da compagni presenti nel corteo del 29 marzo a Roma]





