Banda di assassini, giù le mani dall’Iran e dal Libano!

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Volantino distribuito a Trento durante il corteo contro l’aggressione all’Iran dello scorso sabato 7 marzo:

Banda di assassini, giù le mani dall’Iran e dal Libano!

La potenza tecno-militare porta a considerare il mondo intero come un insieme di forze inerti da manovrare a piacimento. L’ideologia suprematista spinge a considerare milioni di persone come dei subumani a cui si può fare tutto ciò che si vuole. La concentrazione dei mezzi di comunicazione di massa genera una propaganda sempre più sfacciata (con le menzogne della sera che contraddicono platealmente quelle del mattino). Un simile delirio di onnipotenza ci può condurre, sotto l’effetto domino dei propri gesti sconsiderati, nell’abisso di un conflitto mondiale.

Il governo genocida di Israele sarebbe mosso da spirito “umanitario” nei confronti del popolo iraniano per liberarlo dalla tirannia! Le centocinquanta bambine di una scuola iraniana uccise sotto le bombe israelo-statunitensi sono lì a dimostrarlo. Il regime statunitense, che ha organizzato il più alto numero di golpe della storia e finanziato i più sanguinari terrorismi di Stato (nelle Filippine, in Brasile, Guatemala, Indonesia, Cile, Argentina, Messico, Honduras, Venezuela, Colombia…), definisce “principale sponsor del terrorismo” il governo iraniano…

Il problema per lorsignori è che l’Iran – un Paese di 90 milioni di abitanti, sei volte più grande dell’Italia, dotato di un potente apparato militare – non è né l’Afghanistan né la Libia, come si vede dai missili che piovono su Tel Aviv e dal numero delle basi militari statunitensi già colpite in tutto il Golfo. Se poi dalla geopolitica passiamo al piano sociale (l’unico che davvero ci interessa), l’odio che le masse del mondo intero provano nei confronti dell’imperialismo occidentale non potrà essere contenuto a lungo dalle petromonarchie e dagli altri regimi a libro paga degli USA. Le folle che assaltano le ambasciate statunitensi in Pakistan, in Barhein o in Iraq si trovano di fronte il fuoco assassino dei marines. E non sarà certo la borghesia della diaspora iraniana (che scende in piazza con le immagini dello Scià e che ringrazia il genocida Netanyahu) a far credere ai popoli del Medio Oriente che sotto il tallone dell’imperialismo israelo-occidentale le loro vite diventerebbero più libere. Quanto alla pretesa moralità delle élite occidentali, ancora non basta quel vero e proprio castello degli orrori allestito da Epstein, ricettacolo di predatori sessuali, tecnocrati, transumanisti, eugenisti e servizi segreti israeliani?

Mentre si ipotizza l’intervento europeo per dei droni che hanno attaccato una base britannica a Cipro, le basi dell’UNIFIL – cioè i militari dell’ONU coordinati dall’esercito italiano – vengono colpite in Libano da Israele senza che si levi nemmeno una nota di biasimo…

Non abbiamo nessun campo da difendere tra i poteri capitalistici che si stanno scontrando. Solo l’unione tra il moto internazionale in solidarietà con la resistenza palestinese e la ribellione delle masse oppresse del Medio Oriente può fermare questa spirale di distruzione e di morte.

L’Iran che sosteniamo è quello che vuole liberarsi di un regime reazionario senza farsi servo dell’imperialismo occidentale e senza chiudere gli occhi di fronte all’immane violenza perpetrata da Israele contro il popolo palestinese.

Il nostro compito è fermare qui la mano assassina dell’imperialismo e del colonialismo. Se il governo Meloni-Mattarella pensa di schierare basi e truppe con i bombardatori di Washington e di Tel Aviv, dobbiamo essere di nuovo pronte e pronti a bloccare tutto, come è successo nei mesi di settembre e ottobre.

Assemblea in solidarietà con la resistenza palestinese – Trento