Torino, 24 e 27 febbraio: Mobilitazione solidale per l’operazione City [aggiornato: testo di indizione e informazione]

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Riceviamo e diffondiamo.

[16.02.2026] Aggiungiamo il testo dell’iniziativa, contenente alcuni importanti aggiornamenti, che ci è pervenuto in un secondo momento:

OPERAZIONE CITY
Presenza in aula alla prossima udienza, aggiornamenti e contatto per contributi economici

Dall’ottobre 2022 all’aprile del 2023, una forte mobilitazione solidale ha accompagnato lo sciopero della fame di Alfredo Cospito, anarchico prigioniero in 41-bis (il regime detentivo più afflittivo del sistema penitenziario dello Stato italiano).

Iniziative, manifestazioni, azioni dirette hanno segnato in Italia e in molte altre parti del globo i passi di un movimento eterogeneo che è cresciuto nel dare forza alla protesta di Alfredo: una protesta che ha rivendicato sì la fine del regime detentivo del 41-bis per il nostro compagno, ma anche l’abolizione di questo dispositivo di tortura legalizzata e dell’ergastolo ostativo, il “fine pena mai”, con cui lo Stato italiano condanna quasi 1300 detenuti a morire in galera.

Nonostante la mobilitazione sia scemata poco dopo la conclusione dello sciopero della fame di Alfredo, gli obiettivi della protesta e della mobilitazione rimangono sul tavolo delle cause per cui vale la pena lottare, a maggior ragione in vista del possibile rinnovo del 41bis per Alfredo che ci sarà a maggio, allo scadere dei primi quattro anni dall’applicazione di questo regime detentivo.

Ovviamente quello stesso Stato, che probabilmente avrebbe lasciato crepare di fame il nostro compagno, non ha tardato a presentare il conto con inchieste e processi in vari territori e città dove si è propagata la mobilitazione di quei mesi. A Torino, questa controffensiva dello Stato si sta manifestando principalmente per mezzo della cosiddetta “operazione City” che ha propinato un buon numero di misure cautelari (ad oggi tutte revocate) e ha aperto due filoni processuali di cui si stanno celebrando le udienze.

Nel primo troncone, di cui è prevista la sentenza di primo grado il 16 Aprile, i compagni e le compagne sono tutti accusati di “concorso in devastazione e saccheggio”: si tratta delle/degli imputat* a cui erano state accettate le misure cautelari e per i quali, per una questione di scadenza termini, erano state chiuse le indagini prima, al fine di poter fissare l’udienza preliminare nei termini del mantenimento delle misure.
La chiamata in causa del “concorso” svela la finalità politica per cui viene utilizzato: spaventare e dissuadere dal manifestare perché la punizione potrà colpire chiunque scenda in strada in qualunque modo decida di farlo, visto che non prevede che l’imputato abbia compiuto un reato specifico ma basta la sua presenza a renderlo complice di quanto avvenuto nel corteo.
Nel secondo troncone ci sono i compagni e le compagne a cui non sono state accettate le misure cautelari in prima istanza e coloro che sono stati fermati prima del corteo.
Per questo troncone avrebbe dovuto celebrarsi l’udienza preliminare l’11 Dicembre 2025 ma è stata rimandata per difetti di notifica al 26 Febbraio e vede imputati 53 compagn* accusat* di vari reati tra cui spicca, anche in questo caso, il reato di “concorso in devastazione e saccheggio” (per 11 imputat*) e il, quantomeno assurdo, “quasi reato” (art 115 c.p.) contestato a coloro che sono stati fermati prima del corteo.
Quest’ultimo, applicato quando delle persone si accordano per commettere un reato che poi non viene commesso, esclude la punibilità ma prevede misure di pubblica sicurezza.
Infine c’è il terzo gruppo di 14 imputati accusati di resistenza per aver tentato di portare in piazza un carrello della spesa contenente uno striscione e delle bandiere.

I processi in corso coinvolgono una settantina di compagni e compagne quindi è ovvio che le spese legali siano elevate. Per eventuali contributi contattare il seguente indirizzo mail:
operazionecity@anche.no

Le prossime udienze previste per il primo troncone sono:

24/02: testimoni della difesa
19/03: requisitoria P.M.
24/03: arringhe difesa
16/04: sentenza, a meno che nell’udienza precedente non venga ricalendarizzata

Chiamiamo ad una presenza solidale, sia dentro l’aula che fuori dal tribunale, in occasione dell’udienza del 24 Febbraio per dimostrare ancora una volta che quel corteo è patrimonio di tutti e tutte coloro che hanno partecipato alla mobilitazione, e che gli/le imputat* non sono soli di fronte ai giudici.

Per quanto ci riguarda, le pratiche messe in atto durante quel corteo, altro non sono che la risposta alla violenza che lo Stato ha voluto per l’ennesima volta dimostrare contro i propri nemici, in un momento in cui era chiara la volontà di annientamento psico-fisico del nostro compagno. Come d’altronde riteniamo fondamentale l’autodifesa dei cortei per tutelare l’incolumità del corteo stesso e rendere più difficile l’identificazione dei manifestanti. Si tratta di pratiche che appartengono al patrimonio di ogni movimento che si voglia porre in modo conflittuale rispetto allo Stato, pratiche che sempre di più vengono messe alla gogna, criminalizzate e spogliate dal loro significato politico per ridurre la presenza nelle strade a un problema di ordine pubblico.

Le nostre considerazioni rispetto al corteo del 4 Marzo sono poche ma immutabili: l’importanza di esserci stati in quel momento specifico e cruciale della mobilitazione, l’espressione della rabbia per una condanna a morte già scritta, l’affetto e la riconoscenza verso un compagno che ha messo in gioco la sua vita per combattere un mondo di sfruttamento e di prevaricazione autoritaria.

Oggi come ieri al fianco di Alfredo, contro il 41-bis e l’ergastolo ostativo, contro tutte le galere e tutti gli Stati. Alla repressione si risponde con la lotta!

Alcun* solidali